Parla Totti Chessa: con Sei di Sabaudia Se lavoro per costruire l’identità del territorio

totti chessa
Salvatore "Totti" Chessa

di Simone Tosatti – Sorride Salvatore Chessa, Totti per tutti i sabaudiani, quando lo si chiama scherzosamente sindaco. Nulla di quello che succede a Sabaudia e dintorni scappa dal setaccio di “Sei di Sabaudia Se“, il gruppo Facebook di cui Totti è amministratore. Una comunità di nuova generazione in costante crescita con oltre seimila membri, che visto il boom di iscrizioni, da agosto è soggetta ad un nuovo regolamento interno.

Salvatore, perché per tutti sei Totti?

“Intanto fammi dire che il nomignolo Totti non ha nulla a che fare con il calciatore. Me lo ha messo mia mamma e me lo porto dietro da quando sono bambino. Siamo di origine sarda e analogamente ad altri luoghi dove Salvatore diventa magari Totore o altro, mia mamma mi ha ribattezzato Totti. Facendo due conti tutto questo risale a molto tempo prima che l’ex capitano della Roma ha iniziato a giocare a calcio”.

Sei l’amministratore di “Sei di Sabaudia Se”, in questi mesi hai avuto un bel po’ da fare con il gruppo.

“In effetti questa estate la gestione del gruppo mi ha preso parecchio tempo. I sabaudiani come al solito vanno in letargo ad ottobre e si svegliano ad aprile e quando iniziano… poi non ce n’è per nessuno (ride)”.

Come nasce “Sei di Sabaudia Se”?

“Abbiamo dato vita al gruppo nel 2014, quando era una tendenza. Come i suoi simili era stato aperto con lo scopo di fare comunità tanto che all’inizio ognuno faceva parte solo del gruppo della città di appartenenza. Oggi non è più così. Ci sono persone che sembrano facciano la collezione di iscrizioni. Onestamente l’obiettivo non è mai cambiato. Sabaudia è una città giovane e identità ritengo che ne abbia poca; un gruppo social, se ben gestito e strutturato, può contribuire a sviluppare il senso di appartenenza”.

A cosa ti riferisci quando parli di identità?

“Sicuramente alle origini e alla cultura. Di veri sabaudiani non ce ne sono o sono rimasti pochi. Parlo dei discendenti dei veneti, friulani, romagnoli e via dicendo venuti qui con la bonifica. Ma Sabaudia ha un’altra storia demografica. Le varie caserme militari hanno inciso tanto. Lo stesso vale per me, mio padre era un sottufficiale e siamo venuti a Sabaudia da Alghero. È importante però che si conosca il territorio dove si vive e come questo sia cambiato. I “post” che reputo maggiormente azzeccati per il gruppo, oltre a quelli legati all’informazione (sorride), sono relativi alla storia di Sabaudia. Tra le varie immagini che vengono pubblicate, preferisco le immagini degli edifici di fondazione o quelle relative alla vita di campagna del dopoguerra. La mia preferita immortala una barca che sta attraversando il Lago per portare delle persone al mare”.

Come reputi le conversazioni nel gruppo?

“Questo è un po’ un tema caldo, soprattutto con chi è di una generazione diversa dalla mia che ho 35 anni. Se dovessi fare una classifica dei trasgressori del regolamento, gli over 50 hanno il primato. Persone che conosco personalmente e che reputo estremamente educate e riservate poi si scatenano su facebook. Sembra che abbiano difficoltà a capire che un social non è proprio un gioco. Sono convinto che lo facciano ingenuamente, senza malizia. I ragazzi invece sono molto disciplinati, in particolare gli under 35. Credo che loro abbiano una sensibilità diversa su questo ambito  magari temono di più l’essere “bannati” rispetto a litigare con un amico. Loro sono i primi a facilitarmi il compito inviandomi le segnalazioni di quello che non va e non è in linea con il regolamento del gruppo”.

Parliamo del regolamento.

“Voglio citare l’ultima regola che secondo me è la più importante e non va dimenticata: la finalità è condividere momenti e gioie in maniera civile ed educata così che tutti noi possiamo godere dei ricordi e dei pensieri di tutti. “Sei di Sabaudia Se” vuole far divertire e vuole dare spensieratezza. Non nasce per fare polemica! Poi abbiamo dovuto chiedere di non fare pubblicità commerciale e di evitare i post che non riguardano Sabaudia. Nel complesso comunque, tutti sono ben accetti, purché si rispettino gli altri e ci sia l’educazione”.

Come immagini “Sei di Sabaudia Se” in futuro?

“In realtà sono al lavoro con degli amici su alcuni progetti. Abbiamo in mente tante cose tra cui l’idea di prevedere una “app” di “Sei di Sabaudia Se”, una applicazione che permetta di essere avvisati sul cellulare al momento della pubblicazione dei post. Poi ci sono altre iniziative collaterali che stiamo valutando. La crescita e la popolarità di “Sei di Sabaudia Se” al di là di tutto, per noi è un motivo di orgoglio e potrebbe essere davvero un modo per rendere i sabaudiani più partecipi alla vita cittadina. In fondo, l’identità passa anche per il sentirsi parte integranti della città in cui si vive”.

*Simone Tosatti è corsista del Workshop di Giornalismo Digitale organizzato da Net in Progress e LatinaQuotidiano.it

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