Operazione Olimpia, l’ex questore Intini e la “protezione” a Di Giorgi. Interrogazione di Moscardelli

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Alberto Intini, ex Questore di Latina

La maxi inchiesta Olimpia si allarga a macchia d’olio, di giorno in giorno aumenta il numero degli indagati e dalle intercettazioni emergono posizioni compromettenti di altri “personaggi illustri”.

Abbiamo già parlato del Presidente provinciale del PD, Maurizio Mansutti, che risulta essere uno dei politici di riferimento degli imprenditori Bianconi e Piattella, ma dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali viene fuori anche il nome dell’ex Questore di Latina Alberto Intini.

Da una conversazione tra Alfio Gentili, allora Dirigente ufficio Patrimonio del Comune di Latina, altri uomini sull’ampliamento delle tribune dello stadio Francioni, sequestrate per violazioni urbanistiche, si dice chiaramente che l’ex Questore Intini sosteneva Di Giorgi, mentre dopo l’avvicendamento con De Matteis questa “protezione” non ci sarebbe più stata e quindi l’ex sindaco si affidava ad Elena Lusena perché quest’ultima “aveva la madre Vice Questore”. La Lusena, invece, secondo Gentili e i due uomini con cui parla, sarebbe la responsabile dei “casini” emersi per l’ampliamento delle tribune.

Altro uomo: cosi voleva fà e tutti quanti in 10 giorni? ho fatto io c’hai detto dieci giorni? ma mica perché ma dieci giorni non’è possibile, lei noo ma io dico i soldi, sò andato ho detto Giovà .. senti un pò, a me annà a fini n’galera pe voi nun me ne frega un cazzo, te, concertate co uno che è esperto, questo, ho detto guarda il sistema Lusena è il sistema migliore m’andà n’galera.
Alfio Gentili: ecco appunto
Altro uomo: e, quindi se sò bloccate tutte le cose e ancora non mandano a fà i lavori
Alfio Gentili: questo è, questo, hanno aperto le gare questo è ….. , bisogna che la fermamo perché ha fatto solo casini. Io l’ho detto pure a Peppe, mò a Melaragni in maniera un pò così, glie l’ho detto …
Altro uomo: Melaragni non è incisivo
Nicola: e allora con chi cazzo se deve parlà?
Alfio Gentili: bisogna parlà con Giovanni perché l’unico che la sostiene è lui
Altro uomo: alla Lusena
Nicola: eh io con Giovanni nun ce posso parlà, ce vò n’amico e tu sei più amico de me altro uomo: è, ma lui, lo sai che c’è che poi pensa che io c’ho …. è tutta una situazione ingarbugliata, però và detto. và detto, gli và detto!! se no ce mette in un mare de guai a tutti, io ne esco fori, perché non ho fatto nulla de male
Alfio Gentili: questa con il fatto che aveva la mamma Vice Questore, Giovanni si sente protetto lui
Nicola: non’è così, non’è cos’, mò il Questore è cambiato, mentre Intini lo proteggeva, questo mo che fà?
Altro uomo:
ma secondo lui, confida sempre e … questo …. è tutto un’insieme, è tutto un casino

Su questi fatti e, soprattutto, sul coinvolgimento di Intini vuole vederci chiaro il senatore Claudio Moscardelli che ha annunciato un’interrogazione parlamentare urgente sulla posizione dell’ex Questore di Latina.

Il senatore non ci sta a vedere anche il PD processato “attraverso gogne mediatiche ispirate”. “Il PD – scrive su Facebook – è protagonista nella lotta alla criminalità a Latina e rivendichiamo la nostra battaglia in solitudine quando molti rappresentanti dello Stato e non solo erano allo Stadio con Maietta e Cha Cha o confezionavano le interrogazioni per intimidire De Matteis”.

Moscardelli se la prende con la stampa: “Mansutti risulterebbe indagato? Dopo anni di indagini e nessun provvedimento nei suoi confronti almeno un po’ di equilibrio. Essere indagati non significa nulla. Il PD deve tutelarsi in tutte le sedi e rispondere colpo su colpo ai professionisti della gogna. Urbanistica, stadio e piscina sono oggetto delle inchieste odierne. Occorre fare luce ancora sui traffici della criminalità organizzata, sui suoi rapporti in Città e su altri settori economici come i rifiuti. Se usassimo lo stesso metodo oggi potremmo fantasticare su chi in passato era editore di Editoriale Oggi e oggi colpito da provvedimenti: non ci permetteremmo mai”.

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