Olimpia, tre filoni: appalti, favori al Latina Calcio e urbanistica. Il racconto della Procura

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Il procuratore capo Andrea De Gasperis

Non fanno nomi e cognomi ma raccontano tanti particolari il Procuratore Andrea De Gasperis, il Comandante Eduardo Calvi e il Maggiore Paolo Befera, a proposito dell’indagine Olimpia che oggi ha portato agli arresti dell’ex Sindaco Di Giorgi, dell’ex Assessore Giuseppe Di Rubbo, Vincenzo Malvaso e Rino Monti e in cui sarebbe coinvolto anche il presidente del Latina Calcio, Pasquale Maietta.
Questi sono solo 4 dei nomi più noti di un’indagine che vede 8 persone in carcere, 7 agli arresti domiciliari e 50 persone indagate in totale. Per tutti è scattata l’accusa di associazione a delinquere, falso ideologico, truffa aggravata ai danni dello Stato. Il Procuratore parla di: “Attività illegali accertate per un periodo che va dal 2009 al 2015 e che prendono origine da un’interrogazione parlamentare del settembre 2013 (del senatore Vacciano ndr) dove si faceva riferimento all’affidamento in concessione della piscina comunale alla società Nuoto 2000 che era nella disponibilità di un soggetto collegato al tempo all’assessore allo sport del Comune di Latina (all’epoca Giovanni Di Giorgi, ndr), nella quale si evidenziavano collegamenti tra pubblico e privato e l’illegittimo pagamento da parte del Comune di Latina di spese che spettavano al concessionario. Da qui parte l’indagine, che viene svolta dal reparto investigativo e operativo dal comando provinciale dei Carabinieri”.

L’indagine, ha spiegato De Gasperis, è stata complessa e si è articolata con intercettazioni e acquisizioni di documenti e pareri tecnici. “Ha fatto emergere criminalità diffusa nella gestione politico amministrativa del Comune di Latina, per effetto di connivenze tra pubblici ufficiali, imprenditori e professionisti”, ha detto De Gasperis.

Tre sono le ipotesi di reato: gestione degli appalti, favori al Latina Calcio e associazione a delinquere per reati in materia di urbanistica.

GESTIONE DEGLI APPALTI – “In sostanza – ha spiegato De Gasperis – si è accertato che attraverso un artificioso frazionamento della spesa, i dirigenti del Comune di Latina affidavano gli appalti in modo diretto, senza gara ad evidenza pubblica. Frazionando e andando sotto i 100 mila euro le gare andavano direttamente ai soliti noti“. In totale sono finiti sotto esame 152 appalti, per un valore di 2,4 milioni di euro. Il provvedimento, ha annunciato De Gasperis, andrà alla Corte dei Conti per danni erariali e all’Anac.

IMPIANTI SPORTIVI E FAVORI AL LATINA CALCIO – “Il Latina Calcio ha avuto notevoli vantaggi economici per effetto di una chiara collusione con l’amministrazione comunale – ha aggiunto De Gasperis -. Vantaggi concretizzati sotto un duplice aspetto: i dirigenti comunali si sono astenuti da chiedere somme che erano dovute al Comune, su pubblicità e concessioni. Non solo non veniva chiesto il dovuto ma venivano svolti lavori per il Latina Calcio con fondi pubblici”. Su tutto questo, ha precisato De Gasperis, aveva iniziato ad operare anche il commissario prefettizio Giacomo Barbato che si era impegnato per avere il dovuto dalla società sportiva. Nel frattempo la squadra aveva ottenuto lavori edilizi come l’ampliamento dello stadio in palese violazione degli strumenti urbanistici. Non solo, come evidenziato dal Maggiore Befera, “L’ampliamento dello stadio viene svolto distogliendo fondi che erano previsti per la ristrutturazione dell’ex Albergo Italia dove dovevano andare gli uffici comunali con un risparmio da 500 mila euro. Vengono tolti i fondi per qualcosa che non competeva al Comune e non vi era un’esigenza particolare”. “Vorrei evidenziare – ha sottolineato De Gasperis – che queste elargizioni non sono state sempre frutto di collusione e comune interesse tra Latina Calcio e Pubblica Amministrazione, ma derivano anche da una sorta di soggezione nei confronti di vertici del Latina Calcio da parte dell’amministrazione comunale”.

Una collusione che arriva ad episodi incresciosi, raccontati dal Maggiore Befera, quale la decisione di far funzionare i condizionatori dello stadio a scapito di quelli dell’ospedale.

URBANISTICA – “Anche questo è una conclusione di un’attività già abbastanza nota con l’edificazione dell’immobile a Borgo Piave – così ancora De Gasperis -. Si è chiuso il discorso ricostruendo una vicenda che va avanti dal 2009 con l’approvazione dei PPE illegittimi perché adottati dalla giunta in luogo del Consiglio, e illegittimi nella sostanza perché hanno consentito di spartire il territorio tra costruttori amici degli esponenti politici con una spregiudicata speculazione edilizia”. De Gasperis ha voluto leggere cosa dice il provvedimento dell GIP in proposito: “Nel comune di Latina è stata attuata negli ultimi anni una dissennata speculazione edilizia con manovre che hanno consentito cementificazione abusive su aree centrali, a volte totalmente inedificabili, su terreni sottratti al patrimonio del Comune”. Si tratta di quei terreni che erano già del Comune in quanto espropriati, sottratti con artificiosi sistemi burocratici sostenuti da politici, amministratori pubblici e imprenditori con la compiacenza dei notai. Un passaggio spiegato meglio dal Maggiore Befera: “Si lucrava sugli espropri: il Comune faceva gli espropri, poi la stessa particella nell’atto di compravendita non risultava espropriata e veniva data dall’imprenditore al Comune che dava una volumetria in premio”.

UN’INDAGINE COMPLESSA – L’indagine è stata lunga e complessa. Il provvedimento esaminato dal GIP per dare il via agli arresti è di 500 pagine. La parte più difficile, è stato spiegato nella conferenza stampa di oggi, è stato fermare gli illeciti mentre venivano commessi senza far venire l’inchiesta alla luce. Come nel caso dell’ampliamento dello stadio Francioni.

Un ultimo dettaglio riguarda gli arrestati: “È stata una sorpresa generale – ha detto il Maggiore Befera – Abbiamo avuto reazioni diverse da quelle che abbiamo naturalmente”. Insomma, stando alle sue parole, tutti sarebbero rimasti sorpresi dei provvedimenti scattati questa mattina.

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