Nuove accuse per Berardi, il fratello si appella a Renzi: “Intervenite e salvategli la vita”

di Eleonora Spagnolo – Sono trascorsi oltre due anni dall’incarcerazione di Roberto Berardi a Bata, in Guinea Equatoriale. Nonostante i vari appelli e le manifestazioni, nulla è cambiato per la sorte dell’imprenditore di Latina. E in occasione di questo triste anniversario Stefano Berardi, fratello di Roberto, è tornato a lanciare un nuovo appello, questa volta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

La lettera destinata al Premierè stata pubblicata dal sito Prigionieri del Silenzio, una Onlus che si occupa proprio di tutelare i diritti degli italiani detenuti all’estero. Nel testo Stefano Berardi ripercorre la vicenda del fratello sottolineando come a Roberto non sia stata data nessuna forma di aiuto economico, giuridico e mediatico dal Governo. Tanti i media che se ne sono occupati, ci ha provato anche qualche funzionario della Farnesina, ma denuncia Stefano Berardi, “ad oggi nessuno del suo Governo si è mai degnato di rispondermi”.

Quel che è peggio è che il dittatore Obiang “ha deciso di non liberare Roberto montando un altro dossier finto in modo di incastrarlo nuovamente sapendo delle nostre reazioni Politiche Nazionali a casi del genere”. Questa la grave denuncia di Stefano Berardi, che fa riferimento a come l’Italia ha gestito la vicenda dei due marò. “A metà maggio Roberto Berardi finisce la sua pena vergognosamente conosciuta e sentenziata da tutto il Mondo escluso il suo Governo”, scrive amareggiato il fratello.

La lettera si conclude con l’ennesimo appello: “Spero di cuore che almeno in questa situazione il Suo Governo reagisca nell’Ambito del Diritto Internazionale senza esitazioni e tentennamenti”. E con un singolare ringraziamento, sempre rivolto al Presidente del Consiglio: “Grazie per i 2 minuti che avrà preso del suo tempo per salvare una vita umana”.

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