Minoranza furibonda: via dall’aula perché il nostro ruolo è stato svilito. Andremo dal Prefetto

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In ballo c’è l’agibilità democratica del Comune di Latina”, non usa mezzi termini Nicola Calandrini in una conferenza stampa convocata dalla minoranza tutta (ad eccezione del PD) per spiegare le ragioni che hanno indotto ad abbandonare l’aula prima che si iniziasse il confronto sulla destagionalizzazione. Un atteggiamento, quello della maggioranza, di cui presto sarà chiamato ad interessarsi il Prefetto di Latina.

All’Hotel Europa dove è stata improvvisata la conferenza stampa c’erano tutti: Nicola Calandrini, Andrea Marchiella, Matilde Celentano, Raimondo Tiero, Matteo Coluzzi, Matteo Adinolfi, Giorgio Ialongo, Giovanna Miele e Alessandro Calvi. Era assente il PD che comunque ha condiviso la scelta di non rientrare in aula per proseguire il consiglio comunale.

“Noi rappresentiamo l’80% della Città e non ci sentiamo nelle condizioni di poter operare perché sviliti del nostro ruolo – ha esordito Calandrini – Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Calandrini è tornato poi sulla pietra dello scandalo, cioè le parole dell’Assessore Felice Costanti che ha annunciato solo al momento di aprire il dibattito, quando il consiglio era in corso da quasi 4 ore, che sulla destagionalizzazione incombeva un parere dell’avvocatura e che pertanto la delibera andava rivista. “È la dimostrazione che la minoranza va in consiglio senza conoscere gli atti. La loro sbandierata trasparenza sta diventando arroganza – ha attaccato l’ex candidato sindaco -. Stanno negando di fatto un’azione di controllo”.

Raimondo Tiero ha sottolineato anche il comportamento anomalo della giunta: nel dibattito di oggi erano assente gli assessori competenti (Giulio Capirci in quanto titolare delle deleghe relative al demanio marittimo e Gianfranco Buttarelli per l’Urbanistica), e mancava anche il Sindaco e il vicesindaco.

“Come Forza Italia abbiamo evidenziato l’importanza della destagionalizzazione – ha dichiarato invece Giorgio Ialongo, che era tra i più convinti sostenitori della necessità di destagionalizzare -. Oggi altri comuni l’hanno approvata per dare la possibilità di fruire del mare in inverno. Qui invece riscontriamo un mancato rispetto del ruolo del consiglio comunale, della centralità del consiglio e del ruolo dell’opposizione nel contesto democratico. ciò è grave e per questo non siamo rientrati in consiglio”.

Ancora più duro Alessandro Calvi: “Questa maggioranza trascina il Consiglio Comunale in un baratro politico amministrativo. La cosa grave è il metodo. In commissione non si produce un atto, gli assessori occupano tutto lo spazio politico amministrativo di questa città. Abbiamo deciso di fare un atto forte e chiederemo un incontro al Prefetto come elemento di garanzia. Così non si può andare avanti”.

Parlano di responsabilità e competenze Giovanna Miele e Andrea Marchiella. “Si è persa un’occasione di confronto. In questa maggioranza manca la volontà di prendersi la responsabilità delle azioni e delle delibere – ha detto l’esponente di Forza Italia -. Hanno deciso di demandare i criteri della destagionalizzazione nelle Commissioni senza aver studiato. Noi abbiamo proposto un’interrogazione sul tema, e loro dovevano arrivare già pronti. Solo oggi ci arriva il parere dell’avvocatura, noi non sapevamo nulla, è un atto non democratico che la città non si può permettere”.

“Viene fuori l’incompetenza di Latina Bene Comune – ha aggiunto Andrea Marchiella. – In Consiglio Comunale bisogna andare preparati, oggi c’è stata un imboscata. Ci volevano mettere in condizione di votare contro e di dire che non volevamo la destagionalizzazione. Non sanno competere con noi a livello intellettuale, perché qui si parla di preparazione e non di politica. Questa è incompetenza e basta”.

“Se una minoranza tanto diversa si trova a fare una comunicazione generale con le stesse linee vuol dire che è stata calpestata l’opposizione tutta”, ha detto invece Matteo Coluzzi. Concetto ribadito anche da Matilde Celentano: “Mi sono sentita umiliata quando ho appreso di parere di cui non ero a conoscenza. È una mancanza di rispetto verso ciò che rappresentiamo”.

Quello che la minoranza chiedeva era di essere messa a conoscenza del parere dell’avvocatura sin da subito, anche al momento dell’avvio del Consiglio Comunale e non dopo 3 ore di dibattito. Anche perché il parere era arrivato la sera precedente. L’altra cosa che ha lasciato interdetta la minoranza, è che il segretario Rosa Iovinella ha parlato di due diversi pareri su altrettante delibere, una delle quali era stata modificata. Ma a nessuno risulta che la delibera oggetto di dibattito in commissione fosse mai stata modificata.

A tutto ciò si aggiunge un dettaglio rivelato dal consigliere Massimo Carnevale. L’esponente del PD, a margine della conferenza stampa a cui comunque non ha preso parte, ha raccontato di una sua discussione con il Presidente del Consiglio Comunale Olivier Tassi, fuori dall’aula consiliare. Neppure Tassi era a conoscenza di quello che stava per avvenire. Alla richiesta di Carnevale del perché la minoranza non sapesse sin da subito dell’esistenza del parere dell’avvocatura sulla destagionalizzazione, Tassi avrebbe risposto di aver appreso solo dalle dichiarazione fatte in aula dall’assessore Costanti che la delibera che era arrivata in Consiglio di fatto non andava più bene.

Sul modo di operare della maggioranza, la minoranza chiederà chiarimenti all’avvocatura e al segretario generale. Proprio Rosa Iovinella è al centro delle contestazioni di Calandrini. “Chi gestisce le operazioni di voto è il segretario – ha detto Calandrini – Ma la conduzione è del presidente del consiglio. Il segretario può fare solo l’appello all’ingresso in aula. Tutto il resto lo fa il presidente del consiglio. Invece il segretario sta con fiato sul collo sul presidente. Viene meno la sua autonomia. Questo deve essere chiarito. Qui si pensa che il segretario ha titolo di parlare quando vuole. Invece è terzo e deve dare un parere solo se autorizzato dall’aula”.

Un altro punto di contestazione in più.

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