Mense nelle scuole romane, ricerca shock della Uil: a gestirle ditte legate a Mafia Capitale

di Redazione – La Uil di Roma e del Lazio ha condotto un’interessante analisi sugli appalti e la qualità delle mense nelle scuole di Roma. Quello che ne è emerso desta non poche perplessità per la condotta delle società che si occupano di fornire il cibo per le scuole. Sono sei le aziende che si occupano dei pasti nelle scuole di Roma e sono sempre le stesse dal 2007. Esse sono la Cascina Global Service, La Vivenda, la CNS, la Serenissima Ristorazione, la Cir Food e la Dussmann Service. A queste si deve aggiungere la Sodexo, attiva fino al 2013. I primi dubbi sorgono sul prezzo con il quale si sono aggiudicate l’appalto: troppo basso per offrire pasti di qualità.

“Sono state verificate le aziende vincitrici del bando? Le anomalie da noi riscontrate sono davvero troppe”, così si è espresso Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil di Roma e del Lazio. La Uil ha analizzato il passato di ognuna delle società addette alle mense. Ad esempio, La Cascina, fu condannata per aver provocato un’infezione di salmonella nel 1998: furono contagiati 182 bambini di alcune scuole capitoline. A questa ditta sarebbero contestati anche legami con Odevaine, nome entrato in pieno nell’inchiesta di Mafia Capitale. A proposito, la CNS invece è stata commissariata perché legata alla cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi. Invece Vivenda è un nome noto a Inps e Inail per i contributi non versati ai suoi dipendenti. Inoltre ha subito diversi controlli per dubbi sulle condizioni igienico-sanitarie e sulla qualità dei cibi offerti. Per quanto riguarda la Dussman Service e la Serenissima Ristorazione, entrambe sono legate a vicende di intossicazione alimentare rispettivamente in un ospedale e una casa di riposo. Cir Food invece è entrata nelle cronache per essersi aggiudicata l’appalto per Expo 2015 con trattativa diretta.

“Ci chiediamo come sia possibile tutto questo – domanda Bombardieri – Parliamo innanzi tutto di bambini, dei nostri figli e di quello che offriamo loro. Parliamo anche di appalti pubblici. Di scuole pubbliche. Di un Comune. Quello della Capitale d’Italia. Che sicuramente, da quanto emerso ultimamente, non è eccelso per onestà, correttezza e trasparenza, ma che ha il dovere costante di monitorare alcune situazioni”. In più, sottolinea la Uil, la condizione dei lavoratori delle mense è decisamente precaria, con stipendi che si aggirano sui 600 euro mensili e contratti a chiamata.

La Uil chiede quindi al Sindaco Marino di fare più controlli sugli appalti per la refezione scolastica, monitorando la qualità del cibo dato ai bambini, il rispetto delle condizioni igenico-sanitarie e la situazione dei lavoratori. “Non vorremmo che fossero ancora una volta i più deboli, in questo caso bambini e lavoratori, a pagare le anomalie, per usare un eufemismo, e gli strani affari di cooperative senza scrupoli e di amministrazioni poco attente”, conclude Bombardieri.

SHARE