Malasanità, il Goretti come un girone dantesco. Latina deve avere un ospedale migliore

di Eleonora Spagnolo – Che l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina sia perennemente in condizioni di emergenza è cosa nota. Il nosocomio del capoluogo è uno dei pochi ospedali ancora pienamente operativi in Provincia. Ma questa condizione eternamente precaria porta i pazienti a vivere delle vere e proprie odissee. Apprendiamo del caso di un paziente di 81 anni e dal peso di 120 chili, che ha trascorso 4 notti su una barella del Pronto Soccorso. L’uomo era stato recentemente operato al cuore ed era stato trasportato in ospedale da un’autoambulanza dove sarebbe stato poi ricoverato per una sospetta infezione alle vie urinarie. “Un girone dantesco”, dicono i parenti che hanno tentato di assisterlo per quel poco che gli è stato concesso dal momento che al Pronto Soccorso non sono ammesse assistenze e visite. La storia ha dell’incredibile: portato nel reparto di medicina il paziente è stato “cacciato” dalla caposala secondo cui non c’erano posti letto. Il risultato è che quando finalmente si è trovato un posto (lo ribadiamo, dopo quattro notti trascorse su una barella) il quadro clinico era nettamente peggiorato. Non solo. Raccontano i parenti: “Al pronto soccorso gli avevano fatto i prelievi per le analisi del caso. Ora che è ricoverato in reparto stanno ripetendo i prelievi, ma perché se sono appena stati fatti? Evidentemente i reparti non comunicano tra di loro”.

Una storia di ordinaria malasanità? Senz’altro, ma è anche vero che il diritto alla salute dovrebbe essere inalienabile. Invece i continui tagli alla Sanità hanno portato allo stremo una situazione che era già critica come quella del Santa Maria Goretti. È necessario che chi può intervenire lo faccia. Senza rimpalli di responsabilità. Dal Comune dicono “È compito della Regione”. Dalla Regione rispondono “Siamo commissariati e non possiamo fare niente”. Intanto un uomo di 81 anni rischia la vita perché non c’è posto in ospedale. Nella stessa struttura dove, bisogna dirlo, medici e infermieri tentano con ogni sforzo di fare fronte all’eccessiva affluenza contrapposta a una evidente carenza di personale (oltre che di posti letto).

La Regione intanto sta valutando l’Atto Aziendale della Asl e il Piano Strategico predisposto dal Direttore della Asl, Michele Caporossi. Per i detrattori il piano prevede una distribuzione di ospedali, reparti, case della salute e posti di letto che non è uniforme nel territorio pontino e che di fatto andrà a sovraccaricare ulteriormente il lavoro del Santa Maria Goretti di Latina. Per i sostenitori del Progetto questo è a prova di sprechi e garantirà risparmi. Si può e si deve risparmiare sulla Sanità, questo non è in discussione, ma i tagli con l’accetta non giovano a nessuno, né agli operatori sanitari né a chi ha diritto di recarsi in una struttura pubblica per ricevere le cure mediche necessarie. Il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione e i casi di malasanità come quello qui riportato dovrebbero essere l’eccezione e non la regola. Ma soprattutto non dovrebbero essere un prodotto di scelte politiche scellerate.

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