Mafie nel Lazio, presentato il rapporto. De Matteis: Latina all’attenzione del Prefetto Gabrielli

Rapporto-Mafie-latina

Latina è una città e una provincia dove la criminalità organizzata c’è ma dove le Forze dell’Ordine sono presenti e la comunità reagisce contro questa presenza. Questo il senso dell’incontro al Comune di Latina in cui è stato presentato il Rapporto Mafie nel Lazio curato dall’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio in collaborazione con l’Associazione Libera.

All’incontro hanno partecipato il Prefetto di Latina Pierluigi Faloni; Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Legalità Regione Lazio; Maria Paola Briganti, Assessore alla Legalità del Comune di Latina; Fabrizio Marras, referende di Libera a Latina; il Questore Giuseppe De Matteis; il Sindaco Damiano Coletta, e il Governatore Nicola Zingaretti.

“Sul territorio ci sono fenomeni criminali di spessore che non riguardano solo Latina ma la Provincia. C’è poi un’organizzazione che combatte questi fatti criminosi con un metodo, quello del Sistema Sicurezza”, così ha esordito il Prefetto di Latina Pierluigi Faloni. Il Sistema Sicurezza mette insieme le Forze dell’Ordine, vigili sul terriotorio e pronte a intervenire, e i cittadini consapevoli che collaborano con le istituzioni. “Abbiamo iniziamo a parlare di etica e morale che non è alternativa alla lotta alla criminalità, è un rafforzativo – ha aggiunto il Prefetto -. Siamo convinti che stiamo facendo giusto. Io ho lavorato sul metodo che è quello della squadra. Chi vuole entrare in questa squadra è bene accolto”.

Di criminalità organizzata sottovalutata ha parlato invece Gianpiero Cioffredi. “Siamo di fronte la necessità di rompere il muro della minimizzazione che ha caratterizzato Latina e il Lazio. Siamo in presenza di una rivoluzione. Le Forze di Polizia hanno mostrato grande capacità investigativa grazie alla capacità di fare squadra e aggiungendo elementi di dialogo con i cittadini”, così il Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Legalità della Regione, riferendosi all’episodio più eclatante, la manifestazione sotto la Questura nei giorni successivi agli arresti per l’operazione Don’t Touch. Ed era inevitabile che si parlasse anche di Olimpia. “Dall’indagine Olimpia – ha proseguito Cioffredi – emerge un rapporto malato tra politica e imprenditori. Non è che ciò che è emerso è lecito perché non è reato. Il giudizio politico non può che essere severo verso chi ha gestito la cosa pubblica con affarismo e clientele e diretto verso beni privati”.

È toccato poi al vicesindaco e assessore alla Legalità Maria Paola Briganti parlare dell’impegno del Comune per contrastare l’illegalità con tutti gli strumenti possibili, inclusa una partnership con Libera e l’associazione Avviso Pubblico.

Di Latina come esempio di legalità e di rovesciamento di schemi preesistenti ha parlato Fabrizio Marras. Per il referente di Libera per combattere la criminalità bisogna agire su due fronti: informare ed educare.

Ha preso poi la parola il Questore Giuseppe De Matteis, più volte interrotto dagli applausi. Prima una rivelazione: le sue dichiarazioni sull’Urbanistica e malaffare, a pochi mesi dall’insediamento, non erano veggenza, ma semplicemente le indagini erano già in corso e ne era stato evidentemente messo a conoscenza. Poi il Questore ha descritto incisivamente Latina e Provincia: un territorio che a sud paga la continuità territoriale con la Campania e dove si sono insediati gruppi riconducibili ai Casalesi per fare investimenti. A Fondi poi c’è il Mof che fa gola. A Latina il clan dei Di Silvio, e non è esente da infiltrazioni criminali neppure il nord della Provincia. De Matteis ha poi tributato un plauso ai giornalisti che raccontano il fenomeno, e il cui lavoro, dice, andrebbe valorizzato e in un certo senso protetto da querele.

Latina è stata portata all’attenzione del capo della Polizia Franco Gabrielli – ha annunciato De Matteis – che ha compreso importanza della situazione. A Latina come a Foggia si sta riorganizzando l’assetto della Polizia di Stato. Ci sarà un ulteriore potenziamento della squadra mobile e un super commissariato nel Sud Pontino, un distretto per servire quel territorio. Sappiamo cosa fare nel basso pontino e in Latina capoluogo”. Infine De Matteis lancia un anticipazione: “Io credo che il vero volto criminale della Provincia potrebbe rivelare altre sorprese”.

“Quando da sindaco ho iniziato a parlare di Sistema Latina qualcuno si è scandalizzato. Poi la storia ci ha dato ragione – così ha esordito Damiano Coletta -. La storia di questo territorio ha tappe importanti. Inizia con Don’t touch, sfocia nelle Elezioni e poi nell’indagine Olimpia”.

Coletta ha poi difeso l’assessorato alla Legalità e ha ribadito come i cittadini di Latina abbiano rialzato la testa di fronte a quello che accadeva.

L’ultimo a parlare è stato il Governatore Nicola Zingaretti, che ha messo in evidenza come il rapporto Mafie nel Lazio sia stato fatto dalla Regione Lazio, dunque da un’istituzione che non si nasconde: “Io penso che abbia un valore importante perché a denunciare la presenza delle mafie e a chiamarle mafie è un’istituzione, è il primo segnale di assumersi la responsabilità, di non delegare ad altri”, ha detto il Presidente della Regione Lazio. Nella lotta ai poteri criminali, secondo Zingaretti, ci sono tre atteggiamenti: omertà, indifferenza e impegno: “Contro mafie e poteri criminali tutti possiamo fare qualcosa. La lotta alle mafie non può essere delegata solo a parti dello Stato. La lotta alle mafie sarà molto efficace se non lasciamo soli chi ci illudiamo che siano i protagonisti. È un compito che spetta a tutti noi. È questa l’ambizione che dobbiamo avere”.

“Se possiamo fare qualcosa di più per uno sforzo di rafforzamento della legalità per noi è un onore esserne parte – ha concluso Zingaretti -. Dico sì, e troviamo subito gli strumenti affinché diversi pezzi dello Stato si aiutino. Costruiamo un protocollo per la legalità da preparare nei prossimi giorni dove la Regione si assume responsabilità e lancia un segnale e chiunque possa dire che si batte per la legalità che non si senta solo perché le istituzioni e i cittadini dimostrano che è possibile lottare contro la mafia. Noi ci saremo”.

SHARE