L’insostenibile utilità dei consiglieri delegati

Maggioranza-LBC-Latina

Per comprendere le funzioni degli organi negli enti locali non c’è bisogno di scomodare la scienza dell’amministrazione, è sufficiente aver avuto a che fare con il Comune negli ultimi 26 anni, anche solo per rinnovare la Carta d’Identità. Concetti semplici che sembrano sfuggire, oppure non essere conosciuti, dai nuovi amministratori, diversamente non si spiega la proposta di “istituire” la figura dei “consiglieri delegati”. Il risultato sarebbe una figura ibrida, quasi un assessore, poco di più di un semplice consigliere.

Eppure a partire dal 1990 l’orientamento legislativo è chiaro, nella Pubblica amministrazione la funzione di indirizzo politico è separata dalla gestione.

I cosiddetti “atti gestionali”, rilascio di autorizzazioni, concessioni, permessi ecc. negli enti locali sono di esclusiva competenza della “struttura”, ovvero Dirigenti, funzionari ed addetti. Alla politica, che prima di quella data svolgeva compiti gestionali, sono affidati compiti di indirizzo e di controllo.

In altre parole il Consiglio elabora gli indirizzi, la Giunta programma gli interventi, la struttura esegue, assumendosi la responsabilità ed è sottoposta al controllo della politica. Il Sindaco è la sintesi delle funzioni di indirizzo politico al quale vanno aggiunte la rappresentanza ed i poteri d’intervento disciplinati dalla legge.

Nell’ultimo decennio il principio della separazione tra gestione e indirizzo è stato rafforzato con la progressiva riduzione del numero degli eletti negli enti locali.

All’interno di questa cornice è chiaro che le “deleghe” gestionali ai consiglieri non trovano alcuno spazio, anzi non hanno proprio senso.

La legge non disciplina, né prevede deleghe ai consiglieri, perché il compito da svolgere già lo hanno, ed è particolarmente gravoso, ovvero elaborare l’indirizzo politico dell’ente.

Le deleghe, pertanto, cosa sono? Sono una invenzione della politica, della peggiore politica, quella che pensa alla “gestione” come ad un metodo per accrescere il consenso. Ripeto un’invenzione della politica che non si preoccupa di burocratizzare i processi pur di “risarcire” i consiglieri che non hanno ottenuto incarichi assessorili, presidenze di Commissione, uno scranno nell’ufficio di Presidenza del Consiglio.

Fa un certo senso leggere le dichiarazioni di alcuni consiglieri di Latina che descrivono le “deleghe” come un allargamento della “partecipazione”. Ma quale partecipazione, le deleghe sono solo un inutile ridondate appesantimento burocratico, che al massimo produrrà qualche comunicato stampa.

La buona amministrazione, quella 4.0 è quella che semplifica le procedure, non quella che le burocratizza per dare un contentino ai consiglieri.

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