Legge Fornero, Chiarato contro la bocciatura del Referendum

di Redazione – Non è piaciuta affatto a Gianni Chiarato la decisione della Consulta di dichiarare inammissibile il referendum per abrogare la legge Fornero proposto dalla Lega Nord. Il consigliere comunale di Latina si diede molto da fare per raccogliere le firme nel capoluogo pontino. E non ha gradito la decisione della Corte Costituzionale. “Non vorrei che in fondo in fondo possa aver pesato sulla decisione anche l’aspetto economico dei devastanti conti pubblici”, commenta il consigliere esponente del Gruppo Misto.

Se gli italiani avessero bocciato l’articolo 24, è il ragionamento di Chiarato, si sarebbe tornati al vecchio sistema pensionistico, che prevedeva l’accesso alla pensione dopo quarant’anni di lavoro o sommando l’età anagrafica a quella contributiva. Sarebbe bastato questo a eliminare il problema degli esodati. “Dal punto di vista sociale sarebbe un’ottima conquista – prosegue Chiarato – ma peserebbe tantissimo sui conti pubblici”. Ma a rimetterci per il consigliere di Latina è il cittadino: “Così il cittadino paga due volte: la prima, perché gli viene negata la possibilità di esprimersi, la seconda perché gli viene negata la piena titolarità ‘pre-Fornero’ alla pensione”.

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