Latina e l’orgoglio che non c’è. Le nostre radici nel sacrificio degli uomini di Mario

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Si chiama orgoglio, che non c’è. A Norba, l’antica Norma, proprio sopra Latina, gli uomini di Mario, che combattevano contro quelli di Silla (siamo dentro la storia di Roma, 82 avanti Cristo), per non cadere nelle mani del nemico si uccisero tutti, come fecero gli ebrei a Masada per non cadere in mano dei romani e lì è nato l’orgoglio del popolo di Israele. Orgoglio del filo della propria storia.

A Latina stanno organizzando feste per il compleanno della città con la retorica incredibile sulla fondazione e la ragione dei muri, il che è più facile che conoscere la storia, perché conoscendola di quella gente, di quelli di Mario, dovremmo far vanto anche per dimostrare di amarla questa terra, magari con uno straccio di Consiglio comunale in cui si rivendica il ruolo di Latina come capitale della sua area, dopo che la Provincia rischia di non esserci più. Ma qui non si ricordano del sacrificio d’orgoglio degli uomini di Mario ma festeggiano un camion sepolto sotto piazza del Popolo, pregano i muri feticcio. Un popolo senza coscienza della sua storia, o con la storia corta, non è un popolo.

Buon compleanno Latina, città di migliaia di anni e buon sonno a chi la conosce. Del resto la città non si ama ma segue la moda; se non hai storia semplicemente non sei.
(Questo testo è del 2012, ma credo sia utile in questo tempo bigio).

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