“Latina Ambiente è una patologia ereditata”, l’amministrazione Coletta: “nessuna responsabilità”

Latina Ambiente

L’amministrazione comunale di Latina prende le distanze dai fatti che riguardano Latina Ambiente, situazione che – specifica in una nota il Comune – è stata ereditata come una “patologia” e per la quale non ha nessuna responsabilità come qualcuno ha prospettato.

In particolare il Comune ripercorre le tappe dall’ottobre 2015 al maggio 2016 quando ancora non si erano svolte le elezioni e “quindi – si legge nella nota – non è dato sapere, neppure al senso comune, quali sarebbero le condotte attribuibili all’attuale Amministrazione, come non è dato sapere a cosa ci si riferisca quando si invoca il cosiddetto riconoscimento dei crediti TIA, situazione già passata al vaglio del Collegio dei Revisori del Comune, del Collegio dei Revisori della Latina Ambiente, della Società di Revisione Crowe Horvat, del Tribunale di Latina e della Procura della Repubblica, trattandosi non di debiti del Comune ma di debiti di terzi che il Comune, a fronte degli incassi, versa alla Latina Ambiente”.

“Assistiamo, invece – spiega ancora l’amministrazione -, al singolare concatenarsi di dichiarazioni e “consigli” di alcuni dei protagonisti di questa vicenda, magari ex amministratori della Latina Ambiente, che si prodigano di “buone” sollecitazioni chiedendo agli amministratori attuali di fare ciò che loro non hanno fatto. Tutto ciò non ha nulla a che fare con l’attuale Amministrazione comunale che ha ereditato questa patologia, ormai all’epilogo giudiziario e che tutti ci auguriamo sia il meno dannoso possibile, sia per l’Ente sia per la stessa società partecipata”.

“Se si parla di danno erariale (o di altre condotte giuridicamente rilevanti), ben vengano tutti gli accertamenti che vorrà svolgere l’autorità giudiziaria, ma riteniamo che lo sguardo vada rivolto indietro e non a chi oggi ha ereditato questa situazione dove, curiosamente, non sembra mai essere chiamato in causa il socio privato, detentore, da sempre, del potere di gestione della società nonché soggetto che, con la sua condotta (mancata partecipazione all’assemblea per ripianare le perdite), ha fatto finire gli atti in Tribunale. Il miglioramento nella gestione della partecipata di questi ultimi mesi, certificata dal Commissario Liquidatore al Tribunale e di cui non possiamo che rallegrarci, fa sorgere spontanea una domanda: perché questa gestione virtuosa non è stata possibile in passato?”.

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