Gestione rifiuti, coro unanime delle opposizioni dopo il Consiglio: la maggioranza si nasconde

Consiglio comunale latina

Sono diverse le reazioni delle opposizioni post Consiglio comunale sulla gara per la gestione dei rifiuti, ma tutte hanno lo stesso filo conduttore.

Da Enrico Forte a Nicola Calandrini passando per Andrea Marchiella, tutti hanno avuto la stessa impressione: ovvero che la maggioranza si nascondesse, senza assumersi le responsabilità di una decisione – difficile – ma indispensabile per il futuro della città.

Nessuna risposta concreta, solo un irritante tergiversare pieno di contraddizioni” commenta Fratelli d’Italia. “L’amministrazione ha sospeso il bando con un’apposita delibera – ha commentato Marchiella – ma non ha chiarito da quale analisi sia scaturita tale decisione. Il sindaco ha spiegato che il bando non garantiva il raggiungimento della soglia del 65% per la differenziata e poteva presentare profili di presunta illegittimità e presupposti per una concorrenza sleale nella gara d’appalto. Ad oggi, però, non sappiamo se tali dubbi siano emersi da uno studio effettuato dall’ufficio competente o da chissà quali altri consulenti. Continuiamo quindi a chiederci se la decisione presa sulla gestione dei rifiuti tragga origine da un preciso e ben diverso indirizzo politico o se sia dovuta al sussistere di misteriose motivazioni tecniche”.

Marchiella mette in evidenza anche le contraddizioni nelle quali è incappata la maggioranza: “Durante la seduta la consigliera di maggioranza Valeria Campagna ha affermato che la soluzione del bando non sarà adottata comunque, indipendentemente dalla risposta dell’Anac. Viene da chiederci allora se non si stia solo perdendo tempo, confondendo le idee all’opposizione e agli stessi cittadini!”.

L’imperativo è evitare il fallimento della Latina Ambiente – ha commentato Nicola Calandrini -, una soluzione che precluderebbe una serie di scelte per l’amministrazione e che complicherebbe la posizione dei lavoratori. A questo punto ritengo doverosa una presa di posizione da parte del sindaco Coletta: deve assumersi la responsabilità di decisioni chiare e definitive, anche sul problema della situazione debitoria, evitando il consueto ricorso alla dietrologia e appellandosi al buon senso. Sia chiaro che ognuno sarà chiamato ad assumersi le proprie responsabilità e che non ci impegneremo in una difesa d’ufficio dei vecchi amministratori. Coletta dovrà fare chiarezza su questa situazione letteralmente avvolta nella nebbia: sappia però che una volta intraprese certe direzioni non potrà più cavarsela puntando il dito contro qualcuno!”.

Anche il capogruppo del PD, Enrico Forte, si chiede quali siano le presunte irregolarità attribuite al bando: “I dubbi erano stati sollevati direttamente dal primo cittadino, che nella nota inviata al dirigente del servizio Ambiente, esprimeva testualmente come fossero state da più parti ‘sollevate osservazioni sulla correttezza del bando stesso, come noto relativo ad un settore dell’attività amministrativa particolarmente attenzionato circa il rischio di infiltrazioni e illegalità’. La risposta resa dal primo cittadino è da ritenersi francamente insoddisfacente. Anzi, ingenera ulteriori dubbi nella cittadinanza che Coletta vorrebbe rassicurare”.

“Oggi il Sindaco ci fa sapere che in merito alla gara erano arrivate delle osservazioni da parte di un associazione di categoria (quale?) da un’azienda di cui non ci viene detto il nome, e dalla Latina Ambiente. In merito alle infiltrazioni malavitose, poi, non si fa più cenno a nulla. Francamente – aggiunge Forte – ci saremmo aspettati delle motivazioni più concrete, più convincenti oltre a quello della concorrenza, tali che giustificassero lo stop ad un bando così importante e corposo. Ci aspettavamo una discussione sulle modalità di gestione del servizio: il Comune dovrebbe dire più chiaramente quale è l’indirizzo politico in merito alla gestione dei rifiuti. Non c’è stata una reale discussione, niente che possa essere materia neanche per l’Autorità Anticorruzione cui invece la gara è stata inviata. Ritengo – aggiunge Forte- che l’Anac sia stata chiamata in causa inutilmente visto che l’amministrazione ha più volte ribadito la volontà di un affidamento ‘in house’. Che senso ha, allora, tutto questo? E solo un modo per nascondersi dietro presunte irregolarità. Un bando, semmai, va ritirato in autotutela: questo sì, sarebbe un comportamento lineare”.

Forte ha comunque deciso di ritirare la mozione per consentire una più approfondita discussione, allargata all’intero consiglio comunale, quando sarà definito un preciso punto all’ordine del giorno.

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