La Regione boccia l’atto aziendale: la notizia da Simeone e RC, manca ancora l’ufficialità

di Redazione – “Tanto tuonò che piovve”, così si è espresso il consigliere regionale Pino Simeone in una nota. E il riferimento è all’atto aziendale della Asl che sarebbe stato bocciato dalla Regione Lazio. “Da quanto apprendiamo sembrerebbe che solo un paio di atti aziendali siano stati giudicati conformi. Gli altri sono stati rispediti al mittente. E ci auguriamo, anche se nutriamo molti dubbi in proposito, che tra questi ultimi non ci sia anche quello di Latina”, scrive Simeone. L’esponente di Forza Italia è sempre stato molto critico nei confronti dell’atto. E continua ad esserlo: “Quanto accaduto dimostrerebbe che le nostre osservazioni non erano campate in aria. Sono mesi, infatti, che sosteniamo la non conformità dell’atto redatto dal direttore generale della Asl di Latina, Michele Caporossi, nelle segrete stanze del suo ufficio, con le linee sanitarie regionali.”

Anche Rifondazione Comunista torna a chiedere lumi sull’atto aziendale della Asl. Già perché il piano per riorganizzare la sanità in Provincia di Latina doveva essere approvato il 13 gennaio dalla Regione Lazio. Ma non se ne è saputo più nulla. Comunque il piano che per RC distruggerà il sistema sanitario pontino già duramente provato, ancora non ha avuto il via libera dalla Pisana. “Si sta scrivendo invece un “giallo” senza precedenti”, dicono da Rifondazione. RC aggiunge che stando a quelle che definisce “autorevoli voci di corridoio” il Piano sarebbe stato respinto in attesa di modifiche. “Diversi sostengono che il piano sarebbe stato rispedito al mittente perché non ancora abbastanza in sintonia con le misure di rigore e austerità indicate dal Commissario e sostenute dalla Giunta regionale, oltre che per le pericolose contraddizioni che emergono nello stesso”, dicono ancora i Comunisti, certi che sia in corso uno scontro tra i protagonisti della vicenda.

Rifondazione Comunista non nasconde che sarebbe felice se queste voci si rivelassero autentiche. “Si tratterebbe comunque di una vittoria del movimento di protesta che abbiamo promosso e di una grande opportunità per provare ad invertire la tendenza in atto. Qualunque sia la verità pretendiamo di conoscerla da fonti ufficiali”, dicono. Per questo chiedono che sia reso noto l’esito dell’udienza presso la commissione regionale e gli appunti mossi all’atto aziendale per una questione di chiarezza nei confronti dei cittadini.

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