La grande balla dell’acqua pubblica

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di Giorgio De Marchis – Domani si terrà nella Sala De Pasquale del Comune di Latina un convegno organizzato dal Comune di Latina e da Movimenti e associazioni per “l’acqua pubblica”, dal titolo “ripubblicizzare l’acqua è un diritto”.

Il convegno vede tra i relatori, oltre al Sindaco di Latina che concluderà l’evento, diversi esponenti dei movimenti che hanno sostenuto la battaglia referendaria per il SI all’acqua pubblica.

Per la prima volta il Comune di Latina si schiera apertamente a sostegno dell’acqua pubblica. Le urgenze e gli impegni del Comune dovrebbero essere altri, almeno dopo tre mesi dall’insediamento delle nuova amministrazione, però gli amministratori di Latina preferiscono discutere di temi “generali” quanto astratti come l’acqua pubblica, piuttosto che cimentarsi con la risoluzione di problemi amministrativi che richiederebbe maggiore pragmatismo.

Occorre quindi ricordare ai relatori dell’evento alcuni punti cardine del Referendum sull’acqua pubblica e sulla sua concreta “applicazione”.

Nel nostro Paese, purtroppo, quando si parla di Referendum si attribuisce ai quesiti referendari un valore che va oltre l’effettivo significato, è successo qualche anno fa con l’acqua pubblica, poteva succedere qualche mese fa con le Trivelle.

Per rinfrescare la memoria ai relatori del convegno, il referendum sull’acqua pubblica, nel ribadire che l’acqua è un bene pubblico non diceva assolutamente che la sua gestione possa essere affidata solo a società integralmente pubbliche che, nella stragrande maggioranza dei casi sono le più costose e le meno efficienti.

I nostri amministratori farebbero bene a spogliarsi dei vestiti ideologici cercando di capire quali siano i reali bisogni sociali. I cittadini, in questo caso gli utenti, non si pongono affatto il problema della “governance” di Acqualatina e di tutte le altre società in giro per l’Italia come vorrebbero far credere i fautori del bene comune, ma chiedono un servizio efficiente a costi equi. Se c’è una cosa che li infastidisce è pagare caro un servizio inefficiente, gestiti da clientele incompetenti, anche di nomina pubblica, anzi forse proprio per quello. Ecco, è quello che rischia di succedere anche qui.

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