Intervista a Catani: Sui Ppe la Regione faccia in fretta. Le primarie? Vorrei una convergenza su Calandrini

di Eleonora Spagnolo – Alessandro Catani conosce Latina meglio di tante persone alla guida della città. Lo deve ai tanti anni che ha passato in politica. Reduce da una riunione della Commissione Urbanistica piuttosto infuocata, ne parla con tutta la calma possibile. E con tutta la chiarezza che l’argomento richiede. Con lui abbiamo parlato anche del porto e della visione di Latina. E anche del futuro del centrodestra.

Partiamo dalla riunione della Commissione Urbanistica di oggi. È stata molto tesa. (All’ordine del giorno lo stato dei Piani Particolareggiati con l’audizione dell’Assessore La Rosa).

Questa storia che stanno montando è infinita. Con molta franchezza non sono per le deleghe. Quello che deve fare l’amministrazione comunale non lo delego a nessuno. La maggioranza ha operato in modo perfetto, ha seguito la legge Polverini con il decreto sui piani particolareggiati. Se avessimo mandato da subito i piani in Regione, sarebbero tornati in Comune tra quattro anni. Invece il Comune li ha approvati in Giunta e così come elaborati rispondevano ai criteri. Una volta approvati in Giunta sono pubblicati per 30 giorni e sia i partiti, sia i singoli cittadini che le associazioni possono valutarli e fare le giuste osservazioni. Più di qualche piano, forse anche l’R3, è stato approvato e portato in visione ai comitati civici. Di sicuro successe per quello di Latina Scalo. Nell’adottare un iter nuovo ci può essere un errore. Noi non diciamo come amministrazione che è tutto perfetto, anzi abbiamo detto “Fermiamo le macchine e ragioniamo”. Quando la Procura ha detto che i piani erano sbagliati, si è pensato di affidare una valutazione a una commissione di 6 persone per 14mila euro. Poi è intervenuta la Regione che ha chiesto chiarimenti sull’R3 e il Sindaco ha mandato tutti i piani. Non credo che se si aspettano 20 giorni sia qualcosa di stravolgente. Io mi fido dell’Assessore e dagli uffici e non delego a nessun altro, tantomeno a una commissione d’inchiesta. C’è la Regione che è la mamma di queste cose, ma deve fare un lavoro celere. Se i piani sono sbagliati se ne ritornano in Commissione, poi in Consiglio Comunale. Se la Regione non risponde io prenderei i piani e li manderei al Tar. Oggi in Commissione ho detto a Fioravante che se fossi stato assessore non sarei venuto a farmi aggredire da lui. Fioravante ha aggredito l’Assessore che è stato anche in imbarazzo perché non è abituato a situazioni del genere.

Forse era il caso di mettere un politico alla guida dell’Assessorato all’Urbanistica?

Guardi, uno degli storici assessori all’Urbanistica a Latina è stato Raffaele Muzio, un politico. Per cui non è detto che ci voglia sempre un tecnico. La Rosa si è preso una patata bollente con responsabilità e risposte politiche, per questo non doveva essere aggredito su atti e cose portate avanti da altri senza la certezza che siano atti e cose sbagliate. L’Assessore oggi ha detto che sui piani futuri bisogna aspettare la risposta della Regione. Se la Regione chiede di vedere i piani ne ha tutto il diritto, ma se non risponde si va avanti consultano un altro Ente. Se invece arriva la risposta si va alla calanderizzazione dei piani.

Sulla realizzazione del Porto di Foce Verde che idea si è fatto?

Latina deve poter pensare in grande. Il porto era una cosa giusta, e sono anni che lo dico. La politica, destra e sinistra, se una battaglia la devono fare, devono andare in Regione e dire che Latina deve avere il porto. La Regione ci deve autorizzare. Latina è una città di mare, il porto è una scelta forte che rimodulerebbe la città e sarebbe una grande risposta del futuro. L’idea di Zaccheo è strategica e va perorata da tutti.

Ma, come esponente della maggioranza, parlare di porto ora, alla fine della legislatura ha un senso? Non rischia di diventare un tema da campagna elettorale?

Il porto non deve essere un tema di campagna elettorale, non è una merce di scambio. Come maggioranza è un progetto che sostengo da tanto tempo. Il porto è una delle cose a cui ho sempre fatto riferimento. Invece sulla metro nel 2009 dissi che si poteva fare a condizione che non costasse una lira a Latina e che si rivedesse il tracciato. Ma Latina un giorno è città di fondazione, poi diventa città universitaria, e ancora città di mare… La verità è che non sa più nessuno dove deve andare questa città.

Parliamo di politica: primarie sì, o primarie no?

Io fui eletto con le primarie nel 1984-85, con la DC, ma sono dell’idea che bisogna scegliere la persona migliore con la maggioranza migliore. Le primarie vanno fatte perché c’è questa tendenza a volerle fare, ma rischiano di essere una tenaglia. Devo dire la verità, non ho una grande fiducia su chi ha amministrato fino ad oggi. E se dovessi indicare un nome al di là di NCD io andrei sul Presidente del Consiglio Comunale, Nicola Calandrini, che ha saputo tenere l’assise e ha dimostrato di avere le idee. Le primarie le dovremo fare interiormente. Dobbiamo trovare una persona giusta che sappia guidare il centrodestra e la città.

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