Inchiesta Touchdown, il sindaco di Cisterna Eleonora Della Penna sapeva degli illeciti

Eleonora Della Penna
Eleonora Della Penna

Il sindaco di Cisterna Eleonora Della Penna sapeva, secondo gli accertamenti degli inquirenti che hanno portato all’operazione Touchdown, almeno dal 2016, quello che accadeva all’interno degli uffici del Comune. Il presidente della Provincia, che non è stata colpita dall’ordinanza con misure cautelari, viene però intercettata mentre parla al telefono e dice: “Mica mi conviene dire che Marco Mazzupappa con Frezza si steccavano, mi ci gioco mani e piedi, con Caiazzo…”.

Il riferimento è proprio il legame tra l’assessore, il consigliere comunale e imprenditore che aveva ottenuto diversi appalti per la manutenzione del verde pubblico. Dall’ordinanza si percepisce che il sindaco fosse pressato dalle continue richieste del consigliere comunale Filippo Frezza, alle quali in alcuni casi cede. Come quando sposta 50mila euro, sembra proprio per l’insistenza di Frezza, dalla manutenzione delle strade al taglio del verde. È lei stessa a spiegare di aver dirottato i fondi, durante un’altra telefonata. Questa anomalia era stata notata all’interno di altri gruppi della maggioranza e aveva creato contrasti e dibattiti. È vero anche che Mazzupappa nel 2016 si dimette, formalmente per impegni personali, in realtà per l’intervento dei carabinieri, ma Frezza avrebbe comunque, secondo gli inquirenti, continuato a “perseguire le finalità illecite prima assicurate in ogni modo ad Ima (di Caiazzo, ndr)”.

Nel giugno del 2016, nonostante fossero stati stanziati i 50mila euro di cui sopra, Frezza preme ancora su Della Penna affinché “emettesse un’ordinanza di urgenza per ragioni di igiene pubblica”. Il sindaco si dichiara contraria all’affidamento diretto e fa presente al consigliere comunale la necessità di gara per l’affidamento del servizio. Poi pressata al telefono alla fine della conversazione Eleonora Della Penna dice: “io voglio fare la gara e farla vincere a Caiazzo, e mi levo questa rottura di cazzo non ho problemi, però…”.

Da questo si evince chiaramente, sempre secondo il gip, che il presidente della Provincia sapesse che Caiazzo era quello che doveva essere favorito. La frase lascia spazio a varie interpretazione che sarà poi il magistrato eventualmente a valutare. Per ora il giudice Giuseppe Cario scrive: “Sul diniego della sindaca ha pesato certamente il timore di conseguenze giudiziarie, non secondaria la circostanza indicata di avere la Procura in casa”.

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