Inchiesta Touchdown, Baccari ed Ettorre davanti al gip: Mai consegnato tangenti

Il giudice Giuseppe Cario

Quattro delle persone arrestate durante l’operazione Touchdown sono state interrogate questa mattina dal giudice del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario. Durante l’interrogatorio di garanzia l’assessore all’ambiente e sanità di Anzio, Patrizio Placidi, e l’imprenditore Rinaldo Donnini, ascoltati presso il carcere di Velletri, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Hanno invece negato le accuse gli imprenditori Enrico Baccari e Stefano Ettorre, ristretti nel carcere di Latina e accusati, a vario titolo, di corruzione e turbativa d’asta. Ettorre, difeso dall’avvocato Armando Argano, risponde in concorso con Mastrantoni e Iacovacci, per l’appalto per la manutenzione di strade di competenza della provincia. L’imprenditore, secondo gli inquirenti, avrebbe dato una tangente in 2 tranche, una di 1000 e una di 500 euro e poi offerto 300 euro che sarebbero stati però rifiutati da Iacovacci, tecnico della Provincia di Latina, perché insufficienti. La misura del carcere nei suoi confronti è stata motivata dal pericolo di reiterazione del reato. Il suo avvocato però ritiene che non vi siano i presupposti e per questo motivo, ieri, 12 dicembre, ha già presentato istanza al tribunale del Riesame e oggi al gip ha chiesto la revoca della misura o in subordine una meno afflittiva.

Baccari, assistito dagli avvocati Luca Giudetti e Laura Bove ha pure scelto di rispondere alle domande del gip, fornendo la sua versione dei fatti. Ha contestato gli addebiti, dicendo di non aver mai consegnato né mai promesso somme di denaro a Mastrantoni. Dei due appalti finiti sotto la lente dei carabinieri il primo riguarda la manutenzione delle strade: Baccari ha detto di essere l’aggiudicatario ma che di fatto l’interesse allo svolgimento di quella attività sarebbe stato di Rinaldo Donnini.

Il secondo appalto riguardava invece la rotonda realizzata vicino alla Pontina. Baccari ha spiegato che non era il diretto aggiudicatario ma che aveva svolto i lavori in subappalto. Ha ammesso anche di aver chiesto a Mastrantoni di poter svolgere il lavoro aggiuntivo del tratto di strada tra la Pontina e la rotatoria, per il quale è contestata la turbativa d’asta, ma quei lavori non sono mai stati eseguiti. L’avvocato Giudetti ricorrerà al Riesame per chiedere la scarcerazione del suo assistito. Domani, 14 dicembre, sono fissati altri interrogatori.

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