Inchiesta Indeco, per la Cassazione gli imputati non commisero peculato: respinto il ricorso della Procura

di Redazione – Nell’inchesta contro Ind.Eco e Green Holding, che gestiscono la discarica di Borgo Montello, la Cassazione ha dato ragione al Tribunale del Riesame e ha respinto il ricorso della Procura di Latina. La vicenda riguarda la prima indagine, quella in cui i magistrati accusavano i vertici di Indeco e Green Holding di aver distratto 30 milioni di euro destinati alla bonifica post mortem del sito. Sette persone erano state fermate e sottoposte agli arresti domiciliari, tra queste Ernesto D’Aprano, menager di Ind.Eco, e Andrea Grossi, figlio del “re delle bonifiche”, Giuseppe Grossi e fondatore di Green Holding. Il Riesame in quell’occasione aveva disposto la liberazione degli imputati e nelle motivazioni spiegava che il reato non sussisteva. La Procura di Latina aveva fatto ricorso in Cassazione, ma nei giorni scorsi i giudici di Piazza Cavour si sono pronunciati respingendo il ricorso.

Green Holding tramite una nota ufficiale ha fatto sapere di essere soddisfatta del pronunciamento della Suprema Corte. L’azienda ritiene che la sentenza della Cassazione, come quella del Riesame, attestino la correttezza dell’operato dei soggetti presi di mira dalle indagini della Procura di Latina.

La vicenda non si chiude qui perché la Procura di Latina aveva fatto ricorso anche per l’altra indagine, quella relativa alla truffa in cui sarebbero incappati comuni pontini e Regione Lazio, che avrebbero pagato più del dovuto per smaltire i rifiuti a Borgo Montello. Anche in quel secondo filone di inchiesta il Riesame dispose il ritorno in libertà degli imputati, ma la Procura aveva annunciato il ricorso in Cassazione.

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