Il Vescovo Crociata a tutto campo: “Ci sia dialogo tra società e istituzioni. Berardi? Questione delicata”

di Redazione – La Chiesa, la società, ma anche la cronaca di questi giorni: sono questi i temi affrontati dal vescovo Crociata nel suo incontro con i giornalisti a un anno dal suo insediamento alla guida della diocesi di Latina. “Il quadro non è idilliaco – dice Crociata – e le difficoltà ci sono a cominciare dalle vocazioni e dallo scarso numero di sacerdoti di cui si sente l’esigenza, una presenza a cui sopperiscono però i molti collaboratori laici che operano nella chiesa”. La Chiesa, spiega Crociata sostiene le famiglie come base della società. A loro fornisce servizi di assistenza, ne sono esempi eclatanti la Caritas e la casa Betania che aiuta le ragazze madri. Ma Crociata non vuole che la Chiesa sia considerata solo un’ente assistenziale: “La Chiesa non deve rispondere solo a bisogni socioassistenziali e sopperire alle mancanze degli enti”. A proposito di famiglia, c’è modo anche di parlare della coppia omosessuale di Latina che ha chiesto per due volte al Comune di veder riconosciuto il loro matrimonio celebrato all’estero. Crociata pretende rispetto per la scelta della coppia, ma ribadisce che non si può equiparare il matrimonio alle unioni tra persone dello stesso sesso. C’è spazio anche per parlare di giovani. La Chiesa sembra incontrare difficoltà nel dialogo con loro, Crociata lo sa, ed è per loro che sono state pensate tante iniziative tra cui attività organizzate con associazioni cattoliche e attività sportive.

Si passa poi a parlare degli ultimi casi che riempiono le cronache dei giornali, dalle concessioni edilizie fino alla lontananza dei cittadini dalla politica. Il pensiero di Crociata favorisce il dialogo tra amministrazione e società e contesta lo scontro, perché, dice, “Spesso la contrapposizione è un espediente per alimentare artificiosi scontri che non riflettono i veri contrasti”. In questo è chiamata a intervenire anche la Chiesa: “In queste vicende la Chiesa può e deve contribuire a far crescere il senso dei valori e quello del bene comune, far capire che è legittimo che ci siano interessi personali o di gruppo ma non devono distruggere o alterare il bene comune”.

Un ultimo passaggio è dedicato a Roberto Berardi. La famiglia dell’imprenditore pontino ha spesso contestato la mancata presa di posizione da parte della Diocesi di Latina e del Papa. “Esprimo tutta la mia solidarietà a nome della diocesi, non conosce le ragioni del perché non sia stata assunta alcuna iniziativa ma si tratta anche, in una vicenda così delicata, di valutare in che modo è più opportuno intervenire senza danneggiare la persona detenuta”. Infine, il Vescovo fa una promessa: “Cercherò di approfondire la cosa per vedere se possiamo fare qualcosa come diocesi”.

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