Il PD di Latina, il bicorrentismo perfetto che va verso il commissariamento

Enrico Forte e Claudio Moscardelli
Enrico Forte e Claudio Moscardelli

Stallo, come uno stagno senza onda: questo è il PD di Latina. Da una parte il mondo di Enrico Forte che fa i conti con il dopo voto, dall’altro quello di Moscardelli che fa il conto con la divisione, mai risolta, di novembre in sede di primarie.
Risultato? Le assemblee sono riti, ma non c’è soluzione, come un eterno ping pong tra due non maggioranze, non minoranze. Sarebbe da dire che ci vorrebbe un “sistema monocorrente”, superamento del bicorrentisnmo perfetto. Giovedì il gruppo di Forte, con l’anima politica di Giorgio De Marchis, ha proposto Paolo Battista come segretario comunale, gli altri non vogliono dare la posizione agli avversari interni. Finita 14 (Forte-De Marchis) a 3 (Moscardelli-La Penna che non hanno fatto partecipare i loro) e rinvio, ma per eleggere il segretario di voti ne servono 23 e nessuno li ha e il compromesso è impossibile.

Quindi? Il commissariamento pare inevitabile, del resto l’organismo assembleare è stato determinato nel 2013, una era geologica fa per la politica, molti hanno “lasciato”, molti hanno “disinteressato”, molti hanno cambiato posizione. Sta di fatto che la soluzione Ingellis, che vedeva il compromesso di un presidente di aria Moscardelli (Ingellis appunto) e il segretario fortiano, Giansanti, è oggi non proponibile. Le posizioni si sono radicalizzate e l’esito delle elezioni comunali pesa, come pesa la modalità di approccio alla giunta Coletta da parte dei giocatori: linea dura di De Marchis, più dialogante quella degli altri. Dare il segretario all’una o all’altra parte costituirebbe una sconfitta forte. Quindi i due eserciti hanno, entrambi, forza per combattere ma non per vincere. Arriveranno i caschi blu da Roma.

SHARE