Il mercato americano di Latina e Kabul

mercato-Latina

Era il mercato americano, l’unica cosa che ci “riportava” al mondo dopo che la nostra nascita era di un altro mondo. Ci venivano da ogni dove al “mercato americano” di Latina, si faceva in Via Don Morosini, poi intorno al carcere, anzi faceva cornice del carcere, un intorno di colori: dentro il dolore della solitudine dei carcerati fuori la voglia di vivere. Ci facemmo grandi e pensammo ad un grande mercato, un’area dove sviluppare quel gioello che ci faceva americani quando prima eravamo autarchici. Un sogno civile, fatto di bisogni e persone vere.

Invece mettemmo la retomarcia e il mercato di via Rossetti è un mercato, non americano, un niente sempre più piccolo, sempre più fiera, senza fierezza e i servizi sono spariti, le bancarelle poche, la gente di meno. A 100 metri dal comando della polizia locale (le guardie comunali) c’è questa terra di nessuno, questo angolo di Kabul, dimenticata. Il mercato non c’è, ci vanno a correre le persone in cerca di salute salutare, ma il buco resta, con miserie dentro come al tempo del mercato vicino al carcere ma senza l’allegria intorno. Due tristezze in uno spazio solo: il sogno americano è diventato solo degrado urbano. E il sindaco? cambierà tutto, ma qui è tutto indifferente.

SHARE