Il giudizio su Castro, una lezione per la sinistra

Fidel-Castro

È morto Fidel Castro, il dibattito sui social, nella stampa e nelle istituzioni mondiali è stato immediato veemente. Dittatore o esempio? La platea dei commentatori si è spaccata, non poteva essere diversamente vista la storia e quello che Castro ha rappresentato.

Anche io mi sono schierato, sfidando il “vento” rivoluzionario di sinistra ho scritto a chiare lettere che Castro era un dittatore, niente di più, niente di meno.

È venuto giù il mondo, un cataclisma. Soprattutto da sinistra. C’è stato chi ha detto che Castro ha rappresentato la democrazia, la libertà, l’emancipazione di un popolo. A parte le ricostruzioni fantasiose, che negano le drammatiche evidenze di Cuba, mi sembra che il comune denominatore dei sostenitori di Castro sia un retaggio di antiamericanismo fuori dal tempo e dalla storia. Poi c’è la pensionata, quella che negli anni ’80 quando Castro metteva in pratica gli ideali rivoluzionari era iscritta alla DC e faceva la fila ai congressi puntuale come un orologio svizzero che si dispera e trova vergognoso che si rinneghino gli ideali!!! Quali ideali, di sicuro non quelli di giovane democristiana convertita al castrismo sulla soglia della pensione.

Ma non è questo il punto.

Mi ha colpito la mancanza di lucidità nel giudizio di tante persone di “sinistra”. Per esempio quelli che in Italia lottano per i diritti degli omosessuali e delle donne e difendono un sistema che si colloca ai primi posti per la prostituzione maschile e femminile, non certo per scelta dei soggetti. La morte di questo novantenne non ha niente da essere celebrata. Nove giorni con le persone in fila, quelle persone che se potessero scegliere liberamente starebbero sulla spiaggia de la Habana a bere rum. Invece no, com’è successo per Stalin, Mao, Kim Jong Il, tutti in fila a piangere.

Dall’altra parte dell’oceano, sono i figli del baby boom che piangono Castro come un eroe, quelli cresciuti nella società opulenta, dei beni e della libertà, il contrario della dottrina castrista. Dicono, Castro merita un posto nella storia. Ogni personaggio che ha avuto un ruolo storico ha un posto nella storia, anche Hitler, bisogna capire da quale parte metterlo.

Da sinistra si difende Castro dicendo che ha praticato vaste campagne di alfabetizzazione, vaccinazioni di massa. Tutto vero, ma non bisogna dimenticare che pluralismo, democrazia e diritti umani sono le fondamenta della politica progressista.

Il problema resta sempre la legittimazione popolare. Se non scegli il voto oppure lo rendi irrilevante il tuo è un regime autoritario, anche se fai vaccinazioni di massa.

Anche da questo nasce il senso di impotenza dei cubani, non si ha fiducia nel futuro se non puoi costruirlo.

La vita a Cuba era ed è noiosa, come era noiosa in Unione Sovietica oppure a Berlino Est.

Solo la democrazia scaccia la noia, perchè il futuro lo puoi costruire, è questa la sinistra nella quale credo.

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