Il Ddl sulla concorrenza agita i notai: garanzie a rischio e nessun risparmio per i consumatori

di Redazione – Il Ddl Renzi-Guidi sulla concorrenza sta scatenando le proteste di diverse categorie. Una di queste è quella dei notai, da sempre considerati una professione “privilegiata”. Il Consiglio del Notariato ha già chiesto un incontro al ministro della Giustizia Andrea Orlando per esprimere le proprie perplessità. A parlarne in un’intervista ad Affaritaliani.it è il notaio del Distretto di Milano Alessandro De Cicco. La categoria, dice De Cicco, è disponibile a discutere della riforma del sistema, ma teme che il principio di concorrenza chiesto dall’Antritrust non serva affatto a far risparmiare il consumatore. “A me pare che realizzi un preciso fine imprenditoriale dell’industria di appropriarsi dei compensi del mondo delle libere professioni”, dice De Cicco. Ma i cittadini risparmiano? “I cittadini non risparmiano un euro, anzi presumibilmente ce ne rimettono parecchi”, dice con sicurezza il notaio. De Cicco insinua il sospetto che si vogliano spostare le competenze dei notai altrove, e indica, in prima battuta, quella che definisce “la massa degli avvocati”. “In realtà il Governo, la cui evidente matrice imprenditoriale mi pare indiscussa – spiega De Cicco – ha inteso importare un modello di gestione imprenditoriale dei servizi professionali che vede in cima alla piramide la grande impresa e sotto, in un ruolo di palese subordinazione, i liberi professionisti”. Avvocati e commercialisti, chiarisce De Cicco, sono ottimi professionist ma tutelano gli interessi di parte. “Notai e giudici – continua l’intervistato – invece devono essere terzi ed imparziali. E’ questo il plusvalore del notariato rispetto agli altri ordini professionali, quello che ci distingue”.

Se il Ddl fosse approvato, “chiunque potrebbe trascrivere qualunque atto senza controllo di identità, di legittimità, di regolarità urbanistica”, dice il notaio. Che esprime anche il rischio che tornino a circolare beni provenienti da patrimoni di matrice mafiosa. Verrebbero a mancare anche i controlli con un alto rischio di evasione fiscale. Insomma, la sintesi di De Cicco, è che il sistema “real estate” rischia di diventare una giungla. Come risolvere? Così lo spiega il notaio: “In assenza di certezze sistemiche ripartirebbe la ricerca di garanzie private: facciamo una bella assicurazione.. Ed ecco svelato il vero fruitore della riforma”.

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