Grattacielo Key, arrivano le condanne per la compravendita sospetta. Disposta la confisca del palazzo

di Redazione – Si è concluso il processo per la compravendita del grattacielo Key. Dai giudici sono arrivate condanne, assoluzioni, e la confisca dell’immobile. La vicenda è partita nel luglio 2007 quando la società Key vende per 2,5 milioni di euro il grattacielo di Largo Don Bosco, in pieno centro a Latina. Lo compra una società fondata solo qualche giorno prima, la Falco Immobiliare che appartiene a una casalinga e a un pensionato. È la denuncia di Leone Marcucci, ex socio di Paolo Fontenova (amministratore della società Key), a dare il via alle indagini condotte dal pm Luigia Spinelli. A destare sospetti è il prezzo ritenuto eccessivamente basso.

Finiscono al processo in dieci, tutti accusati a vario titolo di infedeltà patrimoniale, frode processuale, sottrazione di cose sottoposte a sequestro, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed evasione fiscale. Queste le sentenze: tre anni di reclusione per Paolo Fontenova, due anni per Paolo Coccato, un anno e mezzo per Riccardo Silvi, tutti amministratori di Key. Sono stati inflitti due anni a Lucio Noviello, socio della Falco Immobiliare. È morta (ma per una svista è stata comunque condannata) la casalinga socia della società acquirente. Assolta Alessia Iannaci (segretaria di Fontenova) , accusata di aver fatto sparire delle carte durante una perquisizione della Finanza. Assolto un altro amministratore della Key, Vincenzo Cosentino, mentre è stato condannato ad un anno di reclusione Giandomenico Brienza, l’agente immobiliare che ha fatto da intermediario nella compravendita. Assolti i tre componenti del collegio sindacale.

I giudici del collegio, presieduti da Lucia Aielli, hanno inoltre disposto la confisca del grattacielo e il risarcimento per le parti civili. Tra novanta giorni si conosceranno le motivazioni della sentenza. Ma non c’è tempo per l’appello. Tra dieci giorni i reati cadono in prescrizione.

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