Formia riscopre il suo passato: aperta al pubblico la Torre di Castellone

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Si è svolta ieri, in un’atmosfera di curiosità e condivisione del sapere, l’attesissima apertura inaugurale della Torre di Castellone a Formia. Tanti i visitatori che hanno partecipato all’evento, guidati dai volontari della Sinus Formianus. Con forza di volontà e duro lavoro sono riusciti a restituire alla città un prezioso bene archeologico. Un altro passo compiuto dopo l’attivazione del Cisternone Romano. Sebbene infatti gli interventi di restauro della Torre si conclusero nel 2013, durante l’amministrazione Forte, l’accessibilità è divenuta concreta grazie al progetto portato avanti dall’unione delle Associazioni “Formia Turismo” e “Lestrigonia.”

“La Torre di Castellone si presenta per la prima volta in veste di fruizione nei suoi due piani – ha spiegato l’archeologo Gianmatteo Matullo – Non c’è stata alcuna spesa aggiuntiva per il Comune, poiché gli allestimenti di ripulitura e disinfestazione sono stati effettuati a nostre spese. L’obiettivo è solamente quello di far conoscere al pubblico il vasto patrimonio storico- culturale di Formia, anche con eventi straordinari. La scherma storica, i laboratori per bambini nelle sale adiacenti alla Torre avvicineranno tutte le fasce d’età alla riscoperta del passato.”

Nello specifico questa antica fortezza, alta 25 metri, venne fatta costruire da Onorato Caetani nel 1376. Presenta tre stratificazioni diverse: una base poligonale romana, un’altra di età repubblicana e un torrione ottagonale costruito sulla sommità dell’arce. Per la sua ottima posizione d’avvistamento, è stata luogo di rifugio dei soldati nel Medioevo. Secondo le testimonianze, infatti, i militari trascorrevano molto tempo nella Torre, giocando perfino a scacchi o con trottole.

“Tramite i pannelli ritrovati sulle pareti abbiamo cercato di riprodurre le armi e i giochi dei soldati – ha raccontato l’archeologa di Sinus Formianus, Silvia Staiano – Oltre alla temuta gogna o alla mazza ferrata allestiti nella stanza inferiore, i visitatori possono osservare le attrezzature mediche del 1300: la sega per l’amputazione degli arti, lo schiacciadite, la maschera per proteggere dalle epidemie, la sedia per le torture. Spazio riservato anche alle donne, con una camera dedicata alla filatura e tessitura della lana.”

L’apertura della Torre di Castellone, dunque, innalza Formia al valore dell’arte. Un percorso che vuole coinvolgere ogni cittadino non più come spettatore passivo, ma piuttosto come attore della storia personale e del territorio in cui vive.

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