Fondi, continua la crisi al MOF: chiuse altre attività. De Meo boccia il piano economico della Regione

di Redazione – Il commercio ortofrutticolo non è più redditizio come un tempo e gli affari vanno male anche al MOF di Fondi, il più Centro Agroalimentare all’Ingrosso del centro Italia. Solo negli ultimi giorni hanno cessato la loro attività tre stand che si vanno ad aggiungere alle molte altre che già hanno chiuso i battenti perché in fallimento, in perdita o semplicemente per la sopraggiunta età pensionabile dei titolari.

E se la crisi non accenna a diminuire, arrivano anche poche speranze  dal piano economico-finanziario che il sindaco De Meo in prima persona non considera sufficiente per la soluzione del problemi del MOF. ”Nell’ultima versione del piano – ha detto il primo cittadino in consiglio comunale la settimana scorsa – prevede che la Regione Lazio debba assumere nel corso degli anni un impegno finanziario per la ricapitalizzazione, somme che la stessa Regione aveva assunto l’onere di restituire per le migliorie apportate dalla Imof sulla proprietà della Regione medesima, ovvero sull’area del vecchio mercato”.

“Ho espresso voto contrario in quanto non condividiamo l’architettura finanziaria che è stata prospettata e volendo fare anche un rilievo nei confronti della Regione Lazio, cui abbiamo chiesto per l’ennesima volta di accelerare i tempi di approvazione del piano economico-finanziario. Io continuo a non considerare questo piano come la soluzione ai problemi che vive il Mercato, poiché non è sufficiente a prendere il controllo della società. Si tratta infatti di ristrutturare il debito della Imof e far sì che la condizione finanziaria ritorni in una condizione di stabilità. Nell’ultima versione il piano prevede che la Regione Lazio debba assumere nel corso degli anni un impegno finanziario per la ricapitalizzazione, somme che la stessa Regione aveva assunto l’onere di restituire per le migliorie apportate dalla Imof sulla proprietà della Regione medesima, ovvero sull’area del vecchio mercato”.

“Se è questo l’atteggiamento che la Regione Lazio intende assumere nei confronti della società Mof – è l’idea di De Meo – devo dire che è ben poco, perché il piano proposto ha ben poco di promozione e valorizzazione. Esso appare più come un escamotage tecnico per rimettere in tranquillità la situazione finanziaria della società ma non vi intravediamo alcuna azione di sviluppo di una realtà che ancora continua ad essere un punto di riferimento nell’economia regionale. Un reale cambiamento sarebbe possibile solo rivedendo i ruoli, perché una presenza forte dei soci pubblici può fungere da stimolo per i privati, il cui ruolo è stato sì importante, ma che ora devono saper rimettere in discussione la governance nell’interesse di tutti gli operatori”.

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