Fidel Castro apre il dibattito tra Partito Comunista e PD. Sciaudone replica a De Marchis

L’articolo a firma di Giorgio De Marchis su Fidel Castro ha aperto un dibattito sulla figura del leader maximo. Per questo pubblichiamo di seguito un intervento a firma del coordinatore del Partito Comunista Sergio Sciaudone.

“Leggo con un certo disprezzo lo sproloquio di De Marchis su Fidel Castro, qualcuno diceva che quando cade un gigante si alzano le truppe dei nani per infangarlo. E quando tra quei nani c’è anche chi, per fare l’alternativo, va in giro con l’inno dell’ex DDR impostata come suoneria del cellulare, la cosa è veramente pietosa. De Marchis parla di democrazia e dittatura dimenticando che sta in un partito che ha fatto una riforma elettorale che potrebbe portare a governare l’espressione politica del 15% degli elettori. Chi è sostenitore di Castro è antiamericano e fuori dal tempo e dalla storia ma dimentica che Cuba non ha fatto una guerra ad altri paesi al contrario dei vari premi Nobel per la pace americani. Chi è con Castro è fuori dalla storia perché sui libri di storia si narrano solo le guerre non si parla di migliaia di medici e maestri inviati in qualsiasi paese del mondo avesse bisogno, non si parla delle medicine mandate nei paesi più poveri della stessa Cuba. De Marchis si scandalizza che per nove giorni ci sia il lutto nazionale e sa per certo che chi è lì in fila a portare il proprio omaggio a Fidel è stato costretto a farlo, per cui immaginiamo che le persone in lacrime piangano solo perché manganellate o sotto effetto dei gas lacrimogeni come succede quando la gente va a contestare Renzi: se fosse stata veramente dittatura sarebbero stati 99 giorni di festa alla morte del dittatore. Parla di mancanza di lucidità ed associa Hitler a Castro. Forse l’odio nei confronti di Fidel da parte di De Marchis nasce dal suo fallimento politico e avrebbe voluto che tutti fallissero, che tutti avessero seguito il suo percorso dalla simpatia per gli Autonomi a Democrazia Proletaria per passare al PSI di Craxi, PDS, DS, PD. Castro ricordava a questi personaggi, che ora deridono la vecchietta democristiana, che si può vivere coerentemente, ecco perché ora gioiscono della sua morte. Ricordo al sig. De Marchis che la Banca Mondiale, che non è propriamente un organismo del PCC, pochi mesi fa asseriva che l’istruzione cubana è una delle migliori del mondo (davanti a quella italiana) idem per la sanità, che tra le altre cose è decisamente migliore di quella americana e questo viene tra le altre cose documentato da varie organizzazioni internazionali come quegli sporchi comunisti dell’OMS. Che l’ONU ha riconosciuto Fidel come simbolo mondiale della solidarietà e non è un caso che la prima persona che Nelson Mandela ha voluto incontrare dopo la sua liberazione è stato Castro e forse De Marchis farebbe bene ad ascoltare le parole di Mandela. Ricordo inoltre che la corte internazionale dell’AIA ha più volte rigettato richieste di procedimenti contro Castro perché considerati senza nessuna prova. Ma De Marchis dimentica anche che tutti i colpi di stato in America Latina sono targati CIA compreso quello cileno quando Allende asserragliato nel palazzo presidenziale si difendeva con il mitra regalatogli da Fidel. Ci sono persone a questo mondo che hanno scelto da che parte stare e che sono pronte a morire per i propri ideali e ce ne sono altre che si spostano da una poltrona ad un’altra. La figura di Fidel sopravviverà anche all’orda dei nani ma dei nani domani non si ricorderà più nessuno”.

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