Farmaceutico, Latina al primo posto in Italia per l’export. Moscardelli: politiche regionali diano centralità al settore

di Redazione – Il settore farmaceutico è uno dei pochi a Latina e provincia che non ha avuto sostanziali contraccolpi con la crisi. Anzi, negli ultimi anni si è registrata una crescita costante soprattutto per quel che riguarda l’esportazione. Proprio il 2014 si è chiuso con un bilancio positivo con un export pari a 2,56 miliardi di euro con Latina al primo posto a livello nazionale.

Numeri importanti che sono un segnale per l’economia pontina che non bisogna lasciarsi sfuggire, “ora – scrive il senatore Claudio Moscardelli in una nota – bisogna mettere in campo un’azione pubblica che possa creare le condizioni per lo sviluppo di un settore fondamentale non solo in termini di fatturato, ma anche occupazionali per il territorio pontino. Un settore, quello farmaceutico, con una forte vocazione all’innovazione e dove la ricerca scientifica e fondamentale per la sua espansione”.

Secondo il senatore democracito, “le politiche economiche regionali devono comprendere la centralità dell’industria farmaceutica presente nel territorio pontino che da sola produce oltre la metà dell’export laziale e le possibili sinergie economiche che possono derivare dalla creazione di una area vasta con Frosinone, visto che insieme le due provincie raggiungono il 90 per cento del dato complessivo Regionale”.

La Provincia di Latina può oggi candidarsi a divenire all’interno dell’economia italiana un nuovo distretto industriale del settore farmaceutico, con potenziali di sviluppo elevante che consenta all’economia pontina di garantire elevati livelli occupazionali” quindi bisogna secondo il parlamentare “Avviare un tavolo di concertazione dove siedano contemporaneamente le Istituzioni, il mondo sindacale e le rappresentanze del settore produttivo per dar vita ad un nuovo patto di sviluppo locale per il settore farmaceutico che sia in grado di conciliare una riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto, nuovi strumenti di welfare integrativo, incrementi dell’occupazione ed investimenti pubblici nelle infrastrutture necessarie per ridurre i costi industriali sostenute dalle imprese farmaceutiche presenti nel nostro territorio”.

SHARE