Emergenza rifiuti, il sindaco di Sermoneta chiede tavolo tecnico. Del Bono si scaglia contro il Pd

Anche il sindaco di Sermoneta, Claudio Damiano, interviene sull’emergenza rifiuti e lo fa senza peli sulla lingua: “Per l’ennesima volta, emerge in tutta la sua pienezza l’insufficienza, la precarietà la mancanza di una politica regionale e nazionale per garantire lo smaltimento dei rifiuti, soprattutto per quei Comuni che ritengono che la raccolta differenziata sia il modo più compatibile nel rispetto del territorio e della salute dei cittadini”.

Con l’apposizione dei sigilli all’impianto Sep di Pontinia, impianto dove, oltre al Comune di Sermoneta, conferivano decine di altri Comuni, oggi le Amministrazioni hanno due sole possibilità: “decidere di interrompere la raccolta dell’umido, con problemi igienico sanitari e ricadute negative sulla città, o come per il Comune di Sermoneta, rivolgersi a impianti fuori Regione, così come già avvenuto in passato, con costi di trasporto onerosi che andranno poi di fatto ad appesantire le bollette dei cittadini, oltre che a determinare problemi negativi di impatto ambientale per il trasferimento su gomma di questi rifiuti”.

“È impensabile poter giustificare il ritardo per non aver messo in piedi impianti sufficienti al trattamento dei rifiuti. Come Amministrazione, e probabilmente in accordo coi comuni limitrofi, chiediamo un tavolo tecnico con la Regione per risolvere definitivamente questo problema. Per il Comune di Sermoneta sarebbe sufficiente che la Regione riconoscesse lo stato di emergenza quale appunto è quello attuale, e forse lo potrebbe diventare anche di più per i problemi legati all’impianto Acea-Ambiente di Le Ferriere, per poterci permettere di realizzare in proprio un impianto di trattamento dell’umido. Per fare questo, il Comune di Sermoneta avrebbe ampie risorse economiche, visto che ci vediamo congelati ogni anno poco meno di tre milioni di euro di soldi comunali, impossibilitati ad essere spesi dalle norme chiamate “patto di stabilità” o “tetto di spesa”. O altrimenti, di poter accedere a un mutuo che, rispetto al nostro studio di fattibilità, verrebbe ammortizzato in soli 7 anni garantendo tra l’altro un risparmio e qualche posto di lavoro”.

Sulla vicenda non resta in silenzio nemmeno Davide Del Bono, segretario provinciale di Latina del Movimento Nazionale per la Sovranità, che si scaglia contro il Pd: ”I tavoli istituzionali sui miasmi della Sep non avrebbero portato ad un’immediata soluzione, ma solo a rinviare il problema esponendo così i cittadini. Quindi nel Pd farebbero bene a stare in silenzio, invece di rivendicare un risultato che non è certamente il loro: il sindaco di Pontinia aveva gli strumenti per chiudere l’impianto, come fece l’ex primo cittadino Giuseppe Mochi, mentre Enrico Forte aveva le stesse possibilità di Francesco Storace per ricostruire attraverso gli atti i presunti illeciti, confermati dall’Arpa, e l’aumento delle volumetrie quotidiane della Regione, denunciandoli poi con un’interrogazione immediata. Come mai i dem sono rimasti con le mani in mano? Noi cerchiamo di dare risposte ai cittadini, la salute non ha colore politico”.

“Proprio oggi pomeriggio Storace visiterà quel posto tanto odiato dal Pd, l‘impianto tmb di Rida Ambiente, per rendersi conto dei presunti problemi che un impianto a norma avrebbe secondo la Regione Lazio, che ha diffidato i comuni a conferire. Perplessità emerse in un comunicato del Comitato di Mazzocchio, tra le prime realtà a denunciare i miasmi della Sep, il quale ha dichiarato in occasione della visita all’impianto di Rida Ambiente: abbiamo potuto visitarlo senza bisogno nemmeno delle mascherine e abbiamo mangiato nel piazzale di stoccaggio. Sembrava un sogno.

Quelle stesse parole che, probabilmente accecato dalla rabbia, frettolosamente l’amministratore unico di Sep Alessio Ugolini, indagato per il getto pericoloso di cose dalla procura di Latina, ha messo in bocca a Storace, ”reo” di aver scoperchiato il vaso. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: dai presunti illeciti ai mancati controlli della Regione Lazio nonostante le dettagliate relazioni di Arpa, al premio di ulteriori 50 tonnellate al giorno di rifiuti in ingresso. Solo il Pd e Ugolini non se ne erano accorti? I cittadini, i comitati e noi sì”.

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