Elezioni Sezze, gli scenari post Campoli: l’incognita PD e gli interessi della politica nazionale

Sezze è uno degli otto Comuni pontini che andranno al voto nella primavera del 2017, insieme a Cori, Gaeta, Ponza, Sabaudia, San Felice Circeo, Santi Cosma e Damiano e Ventotene.

In un quadro politico tutto in divenire, dove le forze civiche hanno sostituito i partiti che si sono fatti scalzare senza troppa fatica, la situazione della città considerata la capitale dei Monti Lepini è peculiare per quel che riguarda il suo orientamento, storicamente di sinistra, e gli attori in gioco.

Il sindaco uscente Andrea Campoli, eletto nel 2012 con una maxi coalizione che metteva insieme PD, Sinistra, UdC e Alleanza per l’Italia raccogliendo al primo turno la plebiscitaria percentuale il 70,12% dei voti, è al suo secondo mandato e non può ripresentarsi.

Sono diversi i pretendenti che potrebbero prendere il suo posto anche se dalle anime molto diverse. C’è Enzo Eramo, attuale assessore a Servizi Sociali, Scuola e Sport, che viene dal Partito Comunista e rappresenta la sinistra storica, ci sono gli ex democristiani come Sergio Di Raimo, attuale Presidente del Consiglio comunale, Giovanni Zeppieri, vicesindaco con delega a Lavori Pubblici,Trasporti e Viabilità e Giovanni Bernasconi, consigliere comunale setino e vicepresidente della Provincia di Latina.

Se a sinistra c’è un overbooking di figure interessanti attorno alle quali costruire un percorso politico, a destra, invece, non ci sono personaggi di spicco che sembra possano prendere il posto dello scomparso Lidano Zarra, ex sindaco e avversario nelle ultime due tornate elettorali di Campoli. Lo stesso ex Presidente della Provincia di Latina, Paride Martella, adesso ha un ruolo marginale, eppure fu lui l’artefice nel 2003 dell’operazione elettorale che portò Zarra sulla poltrona di sindaco sostenuto da liste civiche e da Forza Italia al ballottaggio, ottenendo una vittoria storica sulla sinistra, che da sempre governava Palazzo De Magistris.

Sicuramente anche il centrodestra di Sezze sconta la confusione a livello nazionale, confusione che attualmente regna anche nel centrosinistra, con il PD diviso tra maggioranza e minoranze in attesa di una risposta dal referendum.

In questo panorama frastagliato, anche a Sezze ha trovato terreno fertile un’esperienza civica che ricalca quella che a Latina ha portato a Piazza del Popolo Damiano Coletta. Sezze Bene Comune è stata fondata da Maurizio Baratta, ex assessore all’Urbanistica, Gustavo Giorgi e Fabrizio Paladinelli e ha in Rita Palombi l’ipotetico candidato sindaco. L’iniziativa ha avuto il beneplacito di LBC, o almeno di una parte, non si sa se il sindaco Coletta si sia espresso. Il primo cittadino di Latina, dal canto suo, è molto vicino -personalmente e non politicamente – a Enzo Eramo con il quale ha un rapporto di amicizia stretto sul campo di calcio.

Questo può voler dire che, qualora Enzo Eramo si presentasse come candidato sindaco, Coletta potrebbe non dare il suo avallo a Sezze Bene Comune per correre in contrapposizione all’amico Eramo? Siamo nella fantapolitica.

Non è fantapolitica, invece, capire quale potrà essere il ruolo del PD. I democratici sono divisi ancora dalle contrapposizioni tra Moscardelli, che a Sezze guarda di buon occhio Zeppieri e Di Raimo, e Forte che punta tutto sul pupillo Bernasconi. Eramo fa gioco a sé, è il riferimento della sinistra storica e punta sul suo prestigio personale.

Si potrebbe pensare alle primarie per scegliere il candidato che merita di correre con il simbolo del PD, ma non è detto che siano tutti disposti a partecipare (questo vale soprattutto per Di Raimo ed Eramo) e che ci possa essere una convergenza su un unico nome.

D’altro canto, lo strumento delle primarie non è all’apice del suo apprezzamento, considerando le ultime performance dei candidati scelti dalla consultazione popolare, vedi Forte a Latina. Come non è detto che sia più così allettante correre per la poltrona di sindaco con il simbolo del PD, anzi è altamente probabile che un candidato competitivo possa preferire slegarsi dai partiti e presentarsi solo con liste civiche.

Quello che è certo è che il PD non può permettersi di perdere anche Sezze, storico baluardo della sinistra. Qui si gioca una partita troppo importante che travalica i confini comunali per arrivare in Regione e addirittura in Parlamento. Non dimentichiamo, infatti, che di Sezze sono anche l’attuale sottosegretario di Stato, Sesa Amici, e il segretario provinciale del PD, Salvatore La Penna. La prima interessata a costruire i presupposti per la sua ricandidatura in Parlamento (e magari per un ingresso della sorella alla Pisana) e il secondo per consolidare i suoi voti in vista delle elezioni regionali.

Insomma la partita di Sezze si gioca contemporaneamente su più campi e si appresta ad essere una delle più interessanti campagne elettorali del prossimo anno.

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