“È colpa degli altri”. Lo scontato storytelling di Coletta & Co.

Damiano Coletta Consiglio Comunale
Damiano Coletta interviene in Consiglio Comunale

La fortuna politica ed elettorale di Coletta e dei militanti “benecomunisti” è iniziata con la grande abilità che hanno dimostrato nel raccontare alla città una storia fatta di malamministrazione, connivenze ed interessi personali.

Il movimento civico di opposizione c’è riuscito molto bene. La responsabilità della disgrazia che si era abbattuta sulla città era individuabile nelle forze di governo che non governavano, ripiegate sugli interessi personali e nell’opposizione del Partito Democratico che non si opponeva, anzi era compiacente.

Ed allora dagli sotto contro Di Giorgi, straparla di Di Rubbo, usa l’espressione corrucciata di Malvaso per dire: “guardate a chi siamo in mano”. Il PD? Quelli che si erano messi d’accordo, pronti a spartirsi la torta, che non pensavano agli interessi della città.

Lo storytelling della politica latinense, tuttavia, non l’hanno inventato i “benecomunisti”. Andava avanti da dieci anni, raccontato da una parte della stampa poco concentrata sui fatti. I “benecomunisti” l’hanno solo riciclato ed aggiornato.

Complice l’assenza dei grillini alle elezioni, che almeno il pregio di aver inventato un “racconto” lo hanno, i “benecomunisti” si sono trovati in mano le redini del governo cittadino, dalle quali potevano smontare i “guasti” che avevano raccontato nella campagna elettorale.

Di solito c’è bisogno di 100 giorni per “studiare” le carte prima che un’amministrazione decolli. I cento giorni sono abbondantemente passati ma l’amministrazione Coletta non decolla, anzi, sembra non aver ancora avviato i motori.

Per sopravvivere resta aggrappata allo storytelling della campagna elettorale. Da oltre tre mesi è passata dallo stato di movimento civico di opposizione a forza di governo ma non sembra essere cambiato nulla.

“È colpa degli altri”. Trovi Lessio che invece di dare risposte sulla Latina Ambiente, si lancia in interminabili comunicati stampa che si concludono con una domanda, quando da un amministratore ci si aspetterebbero delle risposte!!! Ti spiega che la colpa è di quelli di prima. Gli rispondi che va bene, sarà pure vero, ma a quelli casomai penserà la magistratura, mentre alla Latina Ambiente ed al servizio di igiene urbana dovrebbe pensarci lui. Niente da fare, è colpa degli altri.

Provi a dirgli che se continuano così il 31 dicembre la società partecipata fallirà e saranno guai per tutti, che non si risolvono i problemi con l’immobilismo. Niente, è sempre colpa degli altri, al massimo ti dice che compreranno il 100% delle azioni di Acqualatina. Pure!

Poi parla il Sindaco. Se la prende con tutti, confonde opinionisti e giornalisti con i politici, vede il fantasma dell’opposizione in tutti gli angoli, dietro ad ogni soggetto. Non sei “benecomunista”, allora non puoi che essere un oppositore asservito al “sistema Latina”.

Gli ricordano che l’opposizione c’è sempre stata, solo a lui faceva comodo raccontare un’altra storia, ed in questo è stato senz’altro bravo. Anche per lui la colpa è degli altri. Sulla ZTL è dei commercianti. Sulla marina è degli operatori, sui procedimenti amministrativi è dei Dirigenti, dei funzionari e degli impiegati che si muovono, anche loro, agli “ordini” del “sistema Latina.

Insomma è sempre colpa di qualcun altro, uno storytelling scontato che i “benecomunisti” farebbero bene a riformare, almeno quello, sempre che ci riescano.

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