“Dissonanze criminologiche”, nel libro di Ceci e Montereale la cronaca diventa spettacolo

di Marco Carpanese – Si è svolta ieri alla Feltrinelli di Latina la presentazione del libro “Dissonanze criminologiche”, di Alessandro Ceci e Liliana Montereale, edito da Risolo. Oltre agli autori, sono intervenuti il criminologo Francesco Bruno, il consigliere regionale Enrico Forte e l’ex senatore Maurizio Calvi.

Il libro è una riflessione su ciò che è diventata, suo malgrado, la criminologia: da scienza a spettacolarizzazione mediatica, spesso al servizio della politica. Protagonisti di questa degenerazione sono anzitutto quegli addetti ai lavori che, piuttosto che affrontare scientificamente i casi criminologici, sentenziano senza cognizione di causa in note trasmissioni televisive. Ma responsabili sono anche i politici, e dunque i giornalisti: in una società in cui la comunicazione così apertamente orienta l’opinione, avviene un “appiattimento del pensiero”, come lo chiama Liliana Montereale, che non può che nuocere alla crescita degli individui, che sono soggetti a un perenne stato di “soggiogazione psicologica” messo in atto dai media. All’analisi di Bruno, secondo cui “siamo parte di una società vuota”, fa eco Ceci, che afferma che “la criminologia non va maltrattata, ma deve tornare ad essere rispettata come disciplina”.

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