Direttiva Bolkestein, Aspal: la Regione Lazio così distrugge il commercio ambulante

Arriva un no secco alla direttiva Bolkestein da parte dei produttori agricoli dell’ASPAL. La normativa è stata recentemente discussa in Consiglio Regionale, ma la Pisana ha deciso di respingere un ordine del giorno che chiedeva di escludere i commercianti ambulanti dalla normativa.

Mentre in Consiglio Regionale si votava, una delegazione di agricoltori del territorio manifestava contro la direttiva. Tanta è stata la delusione, quando l’assemblea ha respinto la proposta.

“Noi ci teniamo a ricordare – dichiara il Presidente Stefano Giammatteo -, che la categoria degli ambulanti, è rappresentata nel Lazio da circa 20 mila aziende a conduzione familiare e a livello nazionale da circa 200 mila unità sempre a conduzione familiare. Tra queste migliaia di attività che formano un tessuto economico molto rilevante, ci sono anche i produttori agricoli, che come spesso succede, non sono sufficientemente informati e lasciano correre come se nulla fosse. L’Aspal Lazio ricorda a tutti quelli che non sono informati, che la direttiva europea Bolkestein, colpisce tutti coloro che hanno le concessioni su aree pubbliche, quindi sia commercianti, sia agricoltori, esercenti di ogni specie, i quali verranno penalizzati sistematicamente in tutto il territorio nazionale”.

“C’è una piccola differenza – ci tiene a sottolineare il Presidente Giammatteo – Molte regioni italiane (Lombardia, Veneto, Toscana, Puglia, Marche, ecc.), governate sia dal centro destra che dal centro sinistra, hanno deciso nei mesi scorsi, ad unanimità, di chiedere al Governo Italiano una deroga su questa legge, ed affrontare la discussione nelle sedi istituzionali preposte. L’obiettivo in questo caso è trovare una soluzione diversa, che possa fare da garante a questo enorme tessuto sociale ed economico, delle svariate migliaia di licenze di occupazione del suolo pubblico. La nostra Regione Lazio invece, come spesso succede, ha voluto evidenziare per l’ennesima volta le sue negligenze, i suoi limiti, e la solita indifferenza, nonostante tutte le opposizioni e una parte della maggioranza, fosse unita a far votare un ordine del giorno, che andava nella stessa direzione espressa dalle altre regioni italiane sopra menzionate”.

L’Aspal non intende stare a guardare, e insieme alle altre associazioni coinvolte, intende mettere a punto una strategia per contrastare la norma. “La Bolkestein porterà vantaggi solo per le grosse lobby commerciali e i poteri economici forti a scapito di migliaia di famiglie di lavoratori – conclude Giammatteo – che hanno costruito in oltre quarant’anni di vita il proprio cammino lavorativo, grazie al commercio ambulante e a tutte le varie licenze di occupazione suolo pubblico”.

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