Di Giorgi acquista un appartamento da Malvaso, ma in testa gli cade una tegola

di Francesco Miscioscia – Da quando si è dimesso, esattamente due settimane fa, Di Giorgi non riesce proprio a stare tranquillo. Un po’ per il pressing costante operato dai suoi (ex?) alleati di maggioranza, un po’ per una serie di inchieste che lo riguardano più o meno da vicino. Vecchie e nuove. Se qualche giorno sono arrivate alle cronache le indagini sui lavori alla piscina comunale per i quali il Comune avrebbe fatto affidamenti diretti sempre alla stessa ditta per una somma complessiva di circa un milione di euro, adesso nuovi sviluppi arrivano sull’inchiesta che riguarda la ormai cosiddetta Variante Malvaso. Per questa sono già stati iscritti nel registro degli indagati il sindaco e i componenti dell’allora giunta (parliamo di gennaio 2013) che firmarono la delibera che rendeva efficace la Vairante al Ppe di Borgo Piave.

Adesso in questa vicenda si inserisce un nuovo sviluppo, di cui parla oggi il Quotidiano di Latina e che riguarda il sindaco in prima persona. Nell’ottobre del 2012, infatti, Di Giorgi avrebbe acquistato un attico su due livelli su Piazzale Carturan pagandolo 335mila euro alla società Agyrion. Questa fa capo al consigliere forzista Vincenzo Malvaso, lo stesso di cui sopra, e all’imprenditore di Sonnino Bernardino Grenga. Ma quello che insospettisce gli inquirenti è la tempistica della compravendita. Ripercorriamo tre date fondamentali: il 12 luglio 2012 la giunta approva la variante al Ppe di Borgo Piave, a quella riunione il sindaco non partecipa e quindi non firma la delibera; il 27 ottobre dello stesso anno Di Giorgi acquista l’appartamento dalla società di Malvaso e l’8 gennaio 2013 la giunta approva la delibera che rende efficace la variante di Borgo Piave. In quest’occasione il sindaco c’è è firma, cosa che gli è costata l’iscrizione nel registro degli indagati insieme a Fabrizio Cirilli, Orazio Campo, Rosario Cecere, Gianluca Di Cocco, Giuseppe Di Rubbo, Pasquale Maietta, Marco Picca e Marilena Sovrani.

Di Giorgi non si lascia intimidire da tali insinuazioni, ammette di aver acquistato quell’appartamento (“pagandolo a un prezzo forse superiore a quello di mercato”) e racconta anche di essersi accollato un mutuo “che sto regolarmente pagando: 1335 euro al mese”. Ma perché acquistarla proprio dalla società di Malvaso, che non è tra i più accreditati e storici imprenditori pontini? “Conoscete un imprenditore edile che non abbia rapporti con il Comune?” replica a Il Quotidiano di Latina. “Oggi mi rendo conto che la vicenda può prestare il fianco a qualche suggestione giornalistica, ma quando ho acquistato casa non potevo prevedere che ci sarebbe stata un’inchiesta su un’operazione immobiliare che investe direttamente un consigliere comunale e che vede coinvolta la Giunta. Faccio il sindaco non il veggente!”.

Le “suggestioni” di cui parla il sindaco evidentemente non sono solo giornalistiche e comunque, lungi dal voler dare giudizi sulla vicenda sulla quale la magistratura farà luce, non possiamo non definire quantomeno inopportuna la scelta del sindaco di acquistare un appartamento da un consigliere comunale. Sicuramente non è un veggente ma qualche sospetto sulla Variante forse se lo far venire…

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Un uomo con il pallino della comunicazione da sempre. In pratica dal 1981 Fondatore e Presidente della Francesco Miscioscia Adv srl. Oggi consulente strategico e operativo di marketing politico svolge per le aree di gestione e comunicazione un’intensa attività su tutto il territorio nazionale ... Continua a leggere