Destagionalizzazione, non si placano le polemiche. Assessori sotto accusa

Giovanna Miele e Giorgio Ialongo
Giovanna Miele e Giorgio Ialongo

Il giorno dopo il consiglio comunale di ieri che ha sancito l’approvazione della delibera per la destagionalizzazione non si placano le polemiche. Tanto sono gli aspetti su cui la minoranza è insorta contro Giunta e Maggioranza. Prima la questione del parere dell’avvocatura di cui la minoranza era all’oscuro. Eppure si trattava di una richiesta partita il 14 settembre dalla Segreteria Generale vista la complessità tecnico-giuridica della materia già oggetto di contenziosi. Ma, a quanto è emerso in aula, nelle Commissioni Bilancio e Attiività Produttive che hanno esaminato la delibera, non era mai stato fatto nessun accenno alla richiesta di parere dell’avvocatura. Questa è stata la goccia che ha scatenato la bagarre con cui si è arrivati alla sospensione del consiglio nella giornata di mercoledì, per riprendere giovedì sera. Ma non è andata meglio, perché a quel punto le polemiche sono state indirizzate verso gli assessori che non hanno saputo spiegare i contenuti della delibera, né hanno voluto chiarire i tanti dubbi pendenti su di essa, a partire dalle questioni urbanistiche. Del resto, Gianfranco Buttarelli era assente; Giulio Capirci, titolare della delega al demanio marittimo non è mai stato presente nelle commissioni e in aula non ha parlato. Il solo Felice Costanti ha difeso il provvedimento tentando di spiegare i motivi per cui l’atto di Latina non poteva essere uguale a quello di Nettuno o a quello di Terracina o Sperlonga, molto più semplici di quello del capoluogo. Ad ogni modo non sono valse due ore di sospensione a rasserenare gli animi e trovare una quadra, perché l’opposizione ha preferito abbandonare l’aula e non votare.

Sulla questione sono tornati oggi i promotori della destagionalizzazione, Giorgio Ialongo e Giovanna Miele. “La delibera è inutile, non permetterà agli operatori di destagionalizzare. È una presa in giro, uno schiaffo che quelle persone non meritano, e che questa città non merita. Il provvedimento contiene una lista della spesa di criteri che di fatto scoraggiano chiunque a tentare di destagionalizzare. Speriamo di sbagliarci, ma siamo certi che con questo provvedimento comunque le strutture balneari smonteranno il 31 ottobre, come se niente fosse cambiato. È un’occasione persa per il rilancio della Marina di Latina. Altro che città del mare”.

I due esponenti di Forza Italia non si risparmiano: “Questo insuccesso, perché di insuccesso si tratta, è frutto di una giunta e di una maggioranza che si sono totalmente disinteressate alla questione. È mancato un confronto, nelle Commissioni Consiliari e in Consiglio Comunale. Nelle Commissioni ci siamo trovati imbrigliati in un botta e risposta con l’assessore Felice Costanti che non ha mai veramente chiarito le nostre perplessità in merito a una proposta di delibera che sin dall’inizio ci è apparsa farraginosa e troppo tecnica. E in Consiglio Comunale, né ieri né l’altro ieri, abbiamo visto l’Assessore all’Urbanistica Buttarelli, mentre Giulio Capirci, titolare della delega al demanio marittimo non è stato in grado di sostenere un confronto con noi che non chiedevamo altro che fosse applicato il regolamento regionale”. Per Forza Italia il culmine di questa vicenda si è toccato con la mancata conoscenza del parere dell’avvocatura. “Se a questo sommiamo le dichiarazioni del capogruppo di Latina Bene Comune – aggiunge Forza Italia – che in aula ci dice che ‘Sappiamo tutti che non ci sarà la destagionalizzazione’, allora è evidente come questa maggioranza ci ha fatto solo perdere tempo, e di fatto questo provvedimento non interessava per nulla a Latina Bene Comune”.

Per Ialongo e Miele la maggioranza evidentemente temeva l’esito dei contenziosi in atto con gli stabilimenti balneari, e ha preferito tutelare l’amministrazione a scapito della città, ma destagionalizzare era possibile, per:hé, spiegano, “I PPE non riguardano l’arenile, e perché bastava applicare un regolamento regionale che esiste ed è chiaro. Erano sufficienti poche righe, si è preferito complicare la questione. Lo ribadiamo: è mancata la volontà politica di destagionalizzare”.

“Il risultato è evidente: provvedimenti inutili, vuoti, che non danno risposte alla città, non risolvono problemi né consentono miglioramenti – concludono Ialongo e Miele -. Questo non è bene comune, così si fa solo del male a Latina”.

È abbastanza simile nei contenuti anche la nota di Nicoletta Zuliani, del PD. “Il triste epilogo del consiglio comunale di ieri non è stato tanto il fatto che non si sia riusciti ad arrivare a un punto di incontro tra minoranza e maggioranza: la delibera sulla destagionalizzazione riportava di fatto una serie di elementi che si allontanavano dall’indirizzo politico (la volontà di non far smontare le strutture balneari del lido di Latina) ed entravano nel merito di specifiche tecniche urbanistiche quasi ad affermare una autotutela degli uffici rispetto a contenziosi passati e futuri che questo tema ha generato e poteva generare. E sono state proprio queste specifiche di tipo urbanistico che sono rimaste irrisolte a causa dell’assenza dell’assessore all’urbanistica – così la consigliera del PD - I politici hanno come referenti gli altri politici: i tecnici sono a servizio dei politici quando questi hanno bisogno di elementi di conoscenza dei vari temi sui quali devono poi prendere delle decisioni. Ma il punto di riferimento, il destinatario degli interventi politici è sempre un altro politico in questo caso l’assessore all’urbanistica, ai lavori pubblici, e ai trasporti sig. Buttarelli. Questa figura ha brillato per la sua assenza sia nelle commissioni consiliari, dove si è discusso di questa materia, sia nei due consigli comunali che vedevano proprio il tema della destagionalizzazione al centro della discussione. Elementi fondamentali, che alla fine sono stati divisivi, potevano essere sciolti proprio dall’assessore all’urbanistica”

Per Nicoletta Zuliani il consiglio di ieri ha messo in evidenza la debolezza della giunta Coletta: “Quando la politica diventa importante per la città è lì che servono figure chiave capaci e presenti. Nel passaggio del consiglio comunale di ieri è stato purtroppo affermato il fallimento della politica che si chiama ‘nuova e civica’: il Consiglio, che era partito con una volontà comune, non è riuscito a tradurre in atto amministrativo ciò che voleva proprio perché un ingranaggio di raccordo politico/tecnico del meccanismo è stato sempre assente”.

Latina Bene Comune tornerà sulla questione domani, quando è convocata una conferenza stampa per parlare del ruolo politico del Movimento, della cooperazione tra Movimento e Amministrazione comunale e del rapporto tra maggioranza e opposizione.

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