Debiti/crediti di Latina Ambiente, Capirci fa chiarezza. In caso di fallimento il Comune non rischia

Coletta-Capirci

Latina Ambiente? Se fallisce non ci saranno conseguenze economiche per il Comune. A dirlo è l’assessore al bilancio Giulio Capirci nel corso del Consiglio Comunale di oggi dedicato ai rifiuti. L’Assessore è intervenuto per fare chiarezza sulla questione debiti/crediti tra la società partecipata e il Comune di Latina facendo luce anche su ciò che può succedere in caso di fallimento.

Latina Ambiente, ha spiegato Capirci all’aula, sostiene di vantare crediti elevati dal Comune, a fronte di un alto ammontare di debiti, in particolare con l’erario a cui deve 9 milioni. Sulla situazione dei crediti, Latina Ambiente rivendica due tipi: crediti commerciali e crediti verso terzi. Questa la spiegazione sui crediti commerciali: “Da dove vengono questi crediti vantati dalla Latina Ambiente? Da fatturazioni contestate. Ci sono due contenziosi aperti su crediti commerciali, entrambi di 4 milioni, uno arrivato da poco, l’altro di lungo corso. L’avvocatura ha chiesto agli uffici di avere le carte per sapere come sono stati trattenuti i soldi. Per gli uffici quei soldi sono stati già pagati – il riferimento è al contenzioso più recente -. La questione è davanti a un giudice. Gli do comunque i soldi perché gli voglio bene? Così apro la strada del danno erariale e mi ci infilo io con tutta la giunta – così Capirci, usando anche l’arma dell’ironia -. Non ci chiedete di fare gli eroi. La situazione è tecnica. Il Comune non è parte di questa situazione. Il consulente del tribunale ha parlato con i servizi in Comune e il servizio tributi ha fatto presente che questo non è un nostro debito”.

Poi si è venuti al tema dei crediti/debiti TIA 2006/2009. Per Latina Ambiente, il Comune che si sta facendo carico di riscuotere quelle bollette, deve riconoscere che quello è un debito, quantificato in una cifra compresa tra i 12 e i 15 milioni. Il Comune invece si sta limitando a riscuotere di volta in volta le bollette (tramite Equitalia) e girarne i proventi a Latina Ambiente.

“Il curatore ci dice che ci sono 15 milioni di debito, noi ne abbiamo già dati 3. Il Comune non può riconoscere 12 milioni di debiti che non ha – così Capirci -. O questa è gestione di credito pro solvendo o è un debito. Se io modifico la natura e definisco che è debito, lo devo pagare comunque. Non è un debito tanto che nel bilancio del Comune non è indicato come debito e non è indicato come credito nel bilancio di Latina Ambiente. Ufficialmente ci hanno chiesto soldi solo per i crediti commerciali”, ha dichiarato Capirci. Tradotto: se il Comune ammette che ha un debito, inevitabilmente dovrà pagare la comunità, inserirlo nel PEF e conseguentemente nelle bollette.

“Inizialmente Latina Ambiente ha chiesto un concordato in bianco poi è stato presentato un concordato liquidatorio – ha ricapitolato Capirci -. Ma questo perché la società finisce a giugno 2017 e ha le ore contate. Il concordato si regge su accordo e adesione dei creditori al piano concordatario previa ammissione del Tribunale. Il Tribunale deve proporre il piano ai creditori, di cui il più grande è l’erario. Non sappiamo cosa succederà il 21 novembre (giorno in cui si potrebbe pronunciare il tribunale, ndr). Il Comune ora è puntuale nei pagamenti, l’azienda sta creando un piccolo valore”. Se invece il Comune si decidesse a riconoscere il debito, la situazione cambierebbe decisamente a favore di Latina Ambiente, ma, si chiede Capirci: “È nell’interesse della nostra comunità che la natura di questo negozio giuridico si tramuti da gestione di credito pro solvendo a debito? E se un domani, o anche oggi, qualcuno ci dice che è un aiuto indiretto a una società in liquidazione? Potremmo essere accusati di aver fatto un’operazione poco chiara. E comunque niente e ci dice che Latina Ambiente riuscirebbe comunque a far fronte ai debiti che ha accumulato”.

Per quanto riguarda la Legge Madia che stabilisce che in caso di fallimenti di società controllata un Comune non può fare una società internalizzata nello stesso settore per almeno 5 anni, Capirci ha posto dei dubbi che andranno approfonditi. Latina Ambiente, ha detto Capirci in aula, è una controllata in cui il Comune ha il 51% della proprietà ma non ha la maggioranza nel CdA che invece è stata in mano al privato. Questo forse potrebbe costituire un’eccezione che potrebbe permettere al Comune di fondare una società in house anche in caso di fallimento di Latina Ambiente.

Ma che succede se la società fallisce? “Se fallisce non ci arrivano i debiti perché Latina Ambiente è una società di capitali, quello che avevamo da perdere lo abbiamo già perso. Il curatore fallimentare non rincorre i soci. Se non riconosciamo i debiti, non ci saranno aggravi al bilancio del Comune”. È chiaro che i dipendenti perderebbero il loro posto di lavoro, ma in tutte le sedi sia il Sindaco Coletta che lo stesso Capirci hanno più volte dichiarato che i lavoratori saranno tutelati in tutti i modi. La strada più plausibile è il riassorbimento da parte del prossimo gestore rifiuti, sia interno o esterno.

Infine, Capirci ha parlato del destino di Ecoambiente, la discarica di Borgo Montello controllata per il 51% da Latina Ambiente, e ora chiusa e in post mortem. “Se il controllante è Latina Ambiente, che è in liquidazione, il Comune non dà più imput. È tutto in mano al liquidatore. Si deve comportare al meglio, sarà attento a non bruciare valore ma questo con noi ha poco a che fare”.

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