Dati Federlazio sulle imprese pontine: il 53% guarda oltre la crisi, ma pesano le troppe tasse

Federlazio ha presentato questa mattina i risultati dell’Indagine Congiunturale redatta dall’ufficio studi su un campione di 350 imprese e relativa al I semestre 2016. Il Direttore di Federlazio, Saverio Motolese, ha illustrato i dati relativi alle imprese della provincia di Latina alla presenza anche dell’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente, che ha approfondito la tematica delle politiche attive del Lavoro e degli incentivi alle assunzioni in provincia di Latina e nel Lazio.

L’indagine di Federlazio parte dalla percezione che le imprese pontine hanno della crisi, per il 43,4% degli intervistati non si intravede alcuna via d’uscita, un dato molto in aumento rispetto al II semestre del 2015 quando era il 31,2% a rispondere così. Comunque rimane che più del 50% crede che il peggio è passato anche se il dato del 2015 era del 66,4%.

Nello specifico tra le problematiche maggiormente sentite dalle imprese della nostra provincia per il 31,3% c’è l’insufficienza della domanda, per il 21,9% il ritardo nei pagamenti da parte dei clienti privati, mentre scende la percentuale di aziende che ha problemi con i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione (9,4%). Seguono le problematiche legate all’impossibilità di partecipare agli appalti e la mancata concessione/erogazione del credito bancario.

Un dato positivo viene dalla demografia delle imprese del Lazio e della provincia di Latina, a livello regionale crescono dello 0,79% e a livello provinciale dello 0,76% due percentuali che sono entrambe leggermente più alte del dato nazionale fermo allo 0,63%.

Federlazio ha anche chiesto alle aziende quale azioni intendono mettere in atto per contrastare la crisi: il 25,1% ha risposto che vuole creare nuovi prodotti o nuovi servizi; il 22,2% intende tagliare i costi di gestione; il 10,9% inizierà a puntare all’estero e solo il 5,9% pensa di ridurre il personale.

Alla domanda su cosa rende le proprie aziende meno competitive rispetto a quelle estere il 29,4% ha risposto la pressione fiscale, il 25,5% il costo del lavoro, il 20,5% la complessità della burocrazia.

In ultimo è stato chiesto agli imprenditori quali azioni il Governo regionale dovrebbe mettere in campo per uscire dalla crisi e le risposte sono molto chiare. Il 64,6% degli intervistati chiede la riduzione delle tasse su imprese e lavoro, il 14,2% l’eliminazione dell’inefficienza e gli sprechi, il 5,5% l’agevolazione nella concessione del credito e il 4,7% la semplificazione delle procedure burocratiche.

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