Il miglior olio italiano proviene da Sonnino. Il concorso nazionale Ercole Olivario premia due aziende del nostro territorio.

Se comprate una bottiglia d’olio dell’aziende pontine Alfredo Cetrone e Santina delle Fate, sappiate che avete scelto il miglior olio extra vergine d’oliva in circolazione. A decretarlo è l’Ercole Olivario, il concorso nazionale dedicato all’eccellenza olearia italiana che si è tenuto sabato 9 aprile a Perugia.

L’olio dell’Azienda agricola Cetrone è arrivato primo fra le 100 etichette in gara per la categoria DOP Fruttato Intenso. La Società Cooperativa Santina delle Fate ha ricevuto il secondo premio sempre per il Fruttato Intenso ma nella Categoria Extravergine.

Entrambi di Sonnino, le due aziende dei Monti Ausoni producono olio monovarietale da olive di cultivar itrana, una varietà di oliva pregiatissima, e tipica del nostro territorio, che gode dei benefici di un ambiente incontaminato tra il Parco Nazionale del Circeo e il Monumento naturale Carsico di Campo Soriano. L’azienda Cetrone, a conduzione familiare, è dedita alla coltivazione dell’olivo fin dal 1860, Santina delle Fate è invece una Società Cooperativa che produce olio nel proprio frantoio, rispettando rigorosi disciplinari di produzione.

Ricordiamo che le due categorie premiate dal Concorso, indetto dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio, sono l’Extravergine e la DOP/IGP, rappresentata per il Lazio da Colline Pontine DOP, Tuscia DOP, Sabina DOP e Canino DOP.

Primo per numero di etichette presentate tra le 17 Regioni in gara, il Lazio, a pari merito con la Puglia, ha ricevuto riconoscimenti per 3 etichette delle 13 arrivate finaliste. Il gradino più alto dell’Ercole Olivario è andato però alla Sardegna che ha portato a casa riconoscimenti per ben 5 etichette. Si sono posizionate al terzo posto della classifica Umbria, Toscana, Trentino e Abruzzo con 1 etichetta premiata a testa.

La cerimonia di premiazione, coordinata dal giornalista Maurizio Pescari, si è svolta presso l’aula magna dell’Università per Stranieri di Perugia e ha coinvolto numerosi esperti, giornalisti del settore e i produttori provenienti da tutta Italia.

Un momento molto atteso della manifestazione è stata la lectio magistralis tenuta da Maurizio Servili, Docente Ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università degli Studi di Perugia, alla presenza di Giorgio Mencaroni, presidente del Concorso, e Giovanni Paciullo, Magnifico Rettore dell’Università.

Servili ha illustrato la biodiversità nella qualità degli oli italiani e ha posto l’attenzione sulla necessità di raggiungere la qualità anche attraverso un’accurata trasformazione della materia prima e un’esperta padronanza della chimica dell’olio, dei processi di estrazione e delle relative temperature di molitura e frangitura.

A tal proposito, grande soddisfazione è arrivata da Mauro Zappia, Commissario straordinario della Camera di Commercio di Latina, proprio per “la competenza e la scrupolosità” maturate nella gestione della filiera olivicola dai produttori pontini selezionati al concorso. Alfredo Centrone, Santina delle Fate e tutti i produttori pontini sono ormai in grado di affrontare sfide sempre più importanti e interessanti anche per i temi dell’etichettatura e del packaging e ciò contribuisce a rafforzare l’intera economia provinciale e l’eccellenza di una attività ormai consolidata nell’ambito del settore agroalimentare.

Che la naturale vocazione olivicola e olearia del nostro territorio sia riconosciuta e apprezzata a livello regionale e nazionale è ormai un dato di fatto anche per Luigi Centauri. Per il presidente del Capol il nostro olio DOP ha raggiunto, anche in annate complicate come l’ultima, una qualità tale da poter competere egregiamente a qualsiasi livello.