Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti

Il presidente Nicola Zingaretti ha firmato il Decreto concernente la dichiarazione dello stato di calamità naturale, a seguito della crisi idrica verificatasi nel Lazio. Non è una situazione che riguarda solo Latina, ma più in generale, tutta la Regione. La siccità infatti ha notevolmente ridotto l’acqua a disposizione, e diversi comuni hanno trasmesso all’Agenzia Regionale di Protezione Civile richieste di approvvigionamento di acqua ad uso potabile e zootecnico, causa carenza delle relative sorgenti. I danni si registrano già nel settore agricolo, e come se non bastasse, la siccità ha portato anche a un aumento degli incendi.

“Nell’ambito dell’Ato 4 e dell’Ato 5, che insieme comprendono i Comuni della provincia di Latina e Frosinone ed alcuni Comuni della provincia di Roma, si sono quindi registrate situazioni di particolare gravità, evidenze che hanno indotto i presidenti degli stessi A.T.O. a richiedere l’attivazione dello stato di emergenza idrica – si legge in una nota della Regione Lazio -.Questo scenario ha dunque reso indispensabile procedere all’adozione di interventi immediati, urgenti e straordinari, a sostegno della popolazione e delle attività colpite. Da qui la richiesta al competente Dipartimento della Protezione Civile, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di poter usufruire di conseguenti sostegni finanziari e dell’adozione di urgenti e straordinari provvedimenti dello Stato, finalizzati a fronteggiare adeguatamente la grave situazione emergenziale”.

“Ho firmato questa mattina il decreto per la dichiarazione dello stato di calamità naturale a seguito degli eventi eccezionali di natura meteorologica verificatisi nel territorio della Regione Lazio – così il Governatore Nicola Zingaretti -. In questo modo puntiamo a dare sollievo alle popolazioni della nostra regione colpite da questo evento. Non bisogna, però, fare finta di nulla: la siccità non è l’unica responsabile di questa grave situazione, in questi anni ci sono stati troppi sprechi e pochi investimenti da parte di chi è chiamato istituzionalmente a gestire un bene prezioso come l’acqua. Così non si può davvero andare avanti. Adesso il decreto di stato di calamità passerà alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, al quale chiediamo di dichiarare lo stato di emergenza con sostegni finanziari e l’adozione di urgenti e straordinari provvedimenti da parte dello Stato per fronteggiare adeguatamente la situazione emergenziale”.