Corruzione al Tribunale di Latina, via agli interrogatori: 800 i fallimenti sospetti trattati dal giudice

di Redazione – È il giorno degli interrogatori per Antonio Lollo e gli altri indagati nello scandalo che sta travolgendo il Tribunale di Latina. Il giudice, detenuto a Rebibbia, sarà ascoltato dal Gip e avrà molto da chiarire circa la corruzione che ruotava dietro i fallimenti di cui era chiamato ad occuparsi. Fallimenti che, è il timore degli inquirenti, potrebbero anche essere stati pilotati. Per questo in Tribunale sono stati sequestrati oltre 800 fascicoli relativi ai fallimenti e ai concordati preventivi di cui si era occupato il giudice Lollo.

Il sospetto è più che fondato. Basti pensare che le intercettazioni hanno rilevato che Antonio Lollo e il commercialista Marco Viola progettavano di mettere le mani anche sul pastificio Paone. L’azienda, che non ha istanze fallimentari però, ha sede a Formia, ed è di competenza del Tribunale di Cassino. “Mo stiamo cercando di vedere con Massimo (probabilmente Massimo Gatto, un altro dei commercialisti indagati) se riusciamo a portà Paone a Latina”, dice Lollo. E Viola replica: “Eh sì, Paone non è male”. “Ma stai scherzando? Paone è più grande di Rizzardi!”, è la risposta del giudice. Di tutto questo e di molto altro Lollo sarà chiamato ora a rispondere davanti ai magistrati che indagano sulla vicenda.

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