Consiglieri delegati, ok della Commissione Affari Istituzionali alla modifica dello Statuto

Consiglio Comunale
Il Sindaco Coletta si rivolge al segretario generale del Comune Rosa Iovinella

L’amministrazione Coletta va avanti sui consiglieri delegati, ieri la Commissione Affari Istituzionali ha dato il via libera alla modifica dell’articolo 27 dello Statuto del Comune di Latina (che sancisce le funzioni del sindaco) che adesso dovrà essere approvata dal Consiglio Comunale.

La modifica prevede l’aggiunta del comma 3 che recita così: “Il sindaco può conferire a singoli consiglieri comunali una delega avente ad oggetto materie circoscritte e puntuali, nell’ambito delle quali il consigliere delegato coadiuva il sindaco nell’esame e nello studio di argomenti e problemi specifici, formulando al sindaco medesimo osservazioni e proposte. Tali incarichi non costituiscono delega di competenza, non si estrinsecano con l’assunzione di atti amministrativi a rilevanza esterna e non comportano oneri a carico del bilancio comunale. Il consigliere comunale può essere altresì delegato dal sindaco a rappresentare il comune in cerimonie, manifestazioni pubbliche, mostre e celebrazioni nelle varie ricorrenze”.

In Commissione era prevista un’audizione del Direttore generale, Rosa Iovinella, ma a sorpresa si è presentato anche il sindaco Coletta che ha difeso l’istituzione del consigliere delegato che, invece, fa molto discutere tra le forze di opposizione.

Immagino che nessun latinense sentisse il bisogno di questa nuova “invenzione” tale da costituire la prima modifica dello Statuto da parte dell’Amministrazione Coletta e sembra quasi avere un potere taumaturgico vista la velocità con cui ci si appressa a legittimarla” commenta Nicoletta Zuliani, consigliere comunale del PD e membro della Commissione Affari Istituzionali.

La Zuliani ricorda che il consigliere delegato non è una figura prevista dal legislatore quando ha scritto il Testo Unico degli Enti Locali e che già la sentenza n. 04992/2012 del 26/11/2012 del Consiglio di Stato ha annullato, previa sospensiva, il decreto con il quale il Sindaco di Fara in Sabina aveva conferito ad alcuni Consiglieri Comunali generiche deleghe perché “l’ampliamento delle funzioni di taluni consiglieri rispetto agli altri membri dell’organo collegiale e ingenera il rischio di interferenze sul corretto esercizio del mandato conferito dagli elettori. In altri termini, si realizza un disquilibrio tra le attribuzioni dei consiglieri e una confusione di ruoli nel Consiglio stesso, potenzialmente in grado di turbare la regolare e leale dialettica assembleare e, quindi, confliggente con il personale interesse dei consiglieri alla salvaguardia delle proprie prerogative, che sono prioritariamente rivolte a indirizzare e controllare l’attività della giunta comunale”

“Più che il metodo della collegialità e del lavoro cooperativo (questa è la motivazione addotta da LBC) a me sembra un uniformarsi al metodo del 90% dei comuni che hanno trovato l’escamotage per dare importanza a chi è rimasto fuori dai diversi incarichi: semplicemente una poltroncina in più” commenta la consigliera dem.

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