Coletta e la gerarchia della luce: coloni al buio

La gerarchia della luce: se stai in centro hai diritto a vedere, se sei campagnolo, un poco burino e pure colono (mi sono descritto, non ne manco una), fai il gatto, la civetta, il barbagianni… ti arrangi. È questa la nuova filosofia dei latinabenecumonardi che hanno deciso di risparmiare, ma in campagna. Spegneranno i fanali fuori le mura (anche se Latina le mura non le ha).

Del resto la cosa non è nuova, i fondatori della città, quelli che seguivano l’uomo della provvidenza, il capo, decisero una gerarchia della defecazione. Se eri quadro e cittadino, avevi il bagno, la luce e pure lo scaldino, se eri contadino avevi la concimaia e il freddo temprava gli spiriti. Ora si torna alle origini, i coloni tornino al buio, la luce è cittadina, è di chi legge, di chi pensa.

Del resto mia cara di che si stupisce
anche l’operaio vuole il figlio dottore
e pensi che ambiente che può venir fuori
non c’è più morale, Contessa.
Paolo Pietrangeli cantava così, pensi sindaco Coletta pure i coloni vogliono la luce.

Grazie, il libro non cambia… ritorna!

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