Cisterna pronta a tutelare il suo kiwi. Della Penna e Chinatti chiedono un confronto in Regione

kiwi

Cisterna intende difendere le coltivazioni di kiwi. Questo il senso di una nota del Comune. “Il nostro kiwi non si tocca e, a scanso di equivoci, le aziende agricole che lavorano, ormai da moltissimi anni, nel settore della produzione vanno sostenute anche e soprattutto nella delicata fase di ammodernamento che stanno vivendo”, così il sindaco Eleonora Della Penna. Che aggiunge: “Tutto questo va portato all’attenzione della Regione Lazio anche nel contesto dei Piani di Sviluppo Rurale e a tal proposito la nostra amministrazione, così come ha già precisato nella sua ultima nota l’assessore all’agricoltura Chinatti, è in prima linea. E lo siamo perché, è evidente e inequivocabile, gli agricoltori sono una risorsa straordinaria, fondamentale, per la nostra città e perché la produzione di kiwi va tutelata. Intendo ribadire questi concetti perché le questioni relative alla legge regionale numero 1 del 2009 rispetto all’abbattimento degli alberi di olivo e al loro reimpianto, è stata fatta passare, anche da qualche zelante tecnico comunale, come un fatto politico quando invece è argomento posto per fare chiarezza, rispetto all’interpretazione della stessa legge, di esclusiva competenza degli uffici”.

La legge regionale 1 del 2009 infatti consente l’abbattimento di alberi di olivo improduttivi per fare posto a coltivazioni di kiwi. È chiaro che il rischio che si corre è quello di una sovraproduzione che va a scapito anche del prezzo del prodotto. Per questo il sindaco Della Penna interviene ribadendo l’esigenza di un impegno della Regione Lazio a tutela di questo delicato settore. Il Sindaco ha intenzione di parlarne direttamente con l’assessore regionale Carlo Hausmann al quale sarà proposto un incontro.

“A prescindere dalle questioni tecniche – ha affermato il sindaco Della Penna – firmeremo con l’assessore Chinatti una nuova e più compiuta lettera all’assessore Hausmann nella quale chiederemo un confronto sul tema della salvaguardia delle colture di kiwi. Tutto senza dimenticare, e voglio ribadirlo anche invitando i sindaci degli altri Comuni che hanno espresso le loro perplessità relativamente all’utilizzo della falda acquifera per le coltivazioni di kiwi, che il tema seppure importante anche per la nostra amministrazione, rischia di essere utilizzato per una strumentalizzazione che non può interessare i nostri agricoltori. È noto ai più, soprattutto a chi conosce il settore, che le coltivazioni di kiwi sono oggetto di costante ammodernamento e che ormai la quasi totalità utilizzano impianti cosiddetti ‘a goccia’ per l’irrigazione. Impianti che, ci tengo a sottolinearlo, garantiscono un notevole risparmio di acqua e di energia elettrica con un utilizzo al pari di altre coltivazioni presenti nell’agro pontino”.

“È del tutto evidente che, come ho già avuto modo di dire – ha aggiunto il Primo cittadino di Cisterna -, questa fase di ammodernamento deve essere costante e che a tal proposito la Regione Lazio può fare molto per i nostri territori. La produzione di kiwi, al pari di altre produzioni che hanno tuttavia numeri inferiori, pone la nostra zona ad altissimi livelli nel mondo, è un punto di forza della nostra economia e un fiore all’occhiello che come amministrazione intendiamo salvaguardare con ogni mezzo. Le questioni poste dagli uffici al neo assessore Chinatti, che ha meglio chiarito la sua posizione, non possono dunque essere strumentalizzate e vanno riportate nella logica del lavoro che l’ufficio Uma deve svolgere al fine di supportare le imprese agricole che si trovano ad affrontare l’installazione di nuovi impianti e le questioni relative all’espianto di altre colture”.

Il sistema agricolo dell’intera provincia di Latina va salvaguardato e valorizzato nel pieno rispetto delle storie, delle tradizioni e dell’impegno che tanti agricoltori, piccoli e grandi, mettono da anni per mantenere vive le loro attività e conseguentemente il nostro tessuto economico. E questo vale – conclude il Sindaco – per ogni singolo comune e per ogni singola coltura”.

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