Cisterna, a rischio il Punto di Primo Intervento. Della Penna: così si torna indietro di 50 anni

Eleonora Della Penna Pronto Soccorso
Eleonora Della Penna in visita al Pronto Soccorso di Cisterna.

“Il Punto di Primo Intervento di Cisterna deve essere potenziato e non eliminato”. Il Sindaco Eleonora Della Penna non ha dubbi sulla questione sanitaria locale che in questi giorni è stata ulteriormente infiammata dalla diffusione dell’informativa della Direzione Salute e Politiche sociali della Regione Lazio che prospetta la possibile chiusura di alcune strutture nella provincia di Latina fra le quali quella di Cisterna.

Per capire meglio i termini della questione il Primo cittadino ha chiesto un incontro urgente con il Direttore generale della Asl e che si dovrebbe tenere già nei prossimi giorni.

“Da tempo questa amministrazione comunale – commentano il Sindaco Eleonora Della Penna e il Presidente della Commissione Sanità, Antonio Lucarelli – porta avanti una battaglia serrata per far riconoscere ai cittadini di Cisterna il diritto alla salute ed ai sanitari del Punto di Primo Intervento di via Monti Lepini quello di lavorare in piena sicurezza. Regione Lazio e Governo non possono continuare a fare i conti senza pensare alle conseguenze reali che le loro scelte hanno sui territori”.

“Parliamo della salute di cittadini in un processo di involuzione dei servizi che ci sta facendo fare un salto indietro di 50 anni. Eppure la situazione di Cisterna è ben nota ormai, sia alla Regione che alla direzione ASL perché in questi anni l’abbiamo denunciata in più occasioni, tenendo anche un Consiglio comunale ad hoc alla presenza dell’ex direttore generale ASL Caporossi – proseguono -. Noi che siamo amministratori e sappiamo fin troppo bene cosa vuol dire far quadrare bilanci in deficit, pensiamo che non si può in nessun modo tagliare una struttura come quella di via Monti Lepini. Anzi, considerando l’utenza che ad essa si rivolge, da tempo diciamo che servono ulteriori ed importanti investimenti”.

“A Cisterna manca il personale, manca la sicurezza, ci sono carenze strutturali e strumentali inaccettabili a fronte di una numerosa utenza non solo cittadina ma proveniente anche dai comuni limitrofi, soprattutto da Latina per via del suo Pronto Soccorso ormai al collasso. Parliamo di circa 14mila interventi l’anno, numeri, questi sì – concludono – che dovrebbero ispirare l’azione amministrativa sia della Regione Lazio che dell’Asl”.

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