Chiesto il rinvio a giudizio per Claudio Moscardelli: abuso di ufficio, cade l’accusa di peculato

Claudio Moscardelli
Il senatore Claudio Moscardelli

È stato chiesto il rinvio a giudizio per il Senatore Claudio Moscardelli. L’esponente del PD pontino deve rispondere dell’accusa di abuso di ufficio in merito a vicende risalenti a quando era consigliere regionale nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi elettorali, vicenda partita dallo scandalo legato a Franco Fiorito. A chiedere il rinvio è stata la Procura di Roma. Per il senatore tuttavia è stata archiviata l’accusa di peculato. Per la Procura comunque il Senatore dovrà rispondere in merito alle assunzioni fiduciarie dei suoi collaboratori, avvenuto senza selezione per titoli.

Moscardelli ha già fatto depositare dalla sua difesa un parere pro veritate curato dal professore Salvatore Bellomia, nel quale si rileva che all’epoca la legge regionale prevedeva che la scelta dei collaboratori fosse di carattere fiduciario e non legata a una selezione per titoli.

“Sono tranquillo, è venuto meno il rilievo più importante – così Claudio Moscardelli -, ho agito pensando di rispettare la normativa, cosa confermata anche dal parere pro veritate del professore Bellomia. Sono sereno e aspetto il percorso della giustizia”.

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