Centri per l’impiego, spreco di denaro pubblico: i numeri ne confermano l’inutilità

di Francesco Miscioscia – C’era una volta l’ufficio di collocamento. Uno sportello a cui si rivolgeva chi cercava un’occupazione per ricevere assistenza e servizi di mediazione con il mondo del lavoro. Oggi questo ruolo è ricoperto dai famigerati centri per l’impiego, che in realtà sono dei macigni che pesano tantissimo sulle casse dello Stato ma che, alla fine dei conti, non hanno alcuna utilità, anzi.

I Centri per l’impiego contano circa 10 mila dipendenti e costano ai contribuenti 500 milioni l’anno. Ci si aspetta che con una spesa del genere tali uffici forniscano un contributo importante ai giovani in cerca di lavoro. E invece intermediano solo per il 2,7% di coloro che sono in cerca di un’occupazione. Una vera e propria macchina mangiasoldi sfuggita a tutte le forbici della spending review.

In realtà il contributo dei centri per l’impiego è più che altro statistico, ma anche qui creano un effetto controproducente. Infatti sulla base dell’iscrizione ai Centri dell’impiego l’Istat opera la distinzione tra personale “inattivo disponibile” e “disoccupato”… Continua a leggere su Marketicando

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Un uomo con il pallino della comunicazione da sempre. In pratica dal 1981 Fondatore e Presidente della Francesco Miscioscia Adv srl. Oggi consulente strategico e operativo di marketing politico svolge per le aree di gestione e comunicazione un’intensa attività su tutto il territorio nazionale ... Continua a leggere