Caro Dario Bellini ti scrivo della Zuliani

Dario-Bellini
Caro Dario Bellini ti scrivo, e mi scuserai se lo faccio in ragione non del merito (mi interessa poco) ma del metodo, che per un vecchio cultore liberale è cosa più importante del merito. In politica esistono opinioni, tutte madri nessuna matrigna, i depositari del vero appartengono alle Fedi e ai fedeli, i liberi pensano degli altri cosa vorrebbero gli altri pensassero di loro. Noi in politica, ci muoviamo, nella seconda maniera.
Sei (il tu è dovuta alla nostra antica conoscenza e dialettica mai, per fortuna di entrambi, convergente) il capogruppo di un movimento politico non il giudice di un tribunale della Santa Inquisizione.
Il consigliere Nicoletta Zuliani sta all’opposizione e quindi si oppone con gli argomenti che ritiene, tu dovresti non sminuire la sua verità, ma sostenere (se ne hai) la tua. Non puoi dire che il consigliere Zuliani non può chiedere agli uffici perché gli stessi “hanno da fare”, la Zuliani rappresenta, come te, il datore di lavoro degli impieganti il popolo che da queste parti è “sovrano”, e lo dice la Costituzione che vale sopra ogni legge e ogni bislacca sentenza.
Il tuo tono da “maestro” di cerimonie stride con lo stile, ma questo è di ciascuno, ma con il tuo ruolo che è di parte e la tua parte non è superiore, ma eguale, a quella del consigliere Nicoletta Zuliani, che per altro sta in consiglio da più tempo di te e forse non è così “sprovveduta” come la vuoi far apparire. Lei ha un altro sentire e vedere le cose, che non è meglio del tuo, ma non secondo al tuo. Nel testo hai cantato la tua messa, ma non è la “messa”. ti informo che anche a pregare Dio ci sono mille e mille modi, immagina a parlare di governo della città.
Chiosi la tua lettera “servirebbe prudenza e buon senso”. Ti dispiacerà sapere che non hai l’esclusiva né dell’uno né dell’altro: tu hai raccontato la tua verità di maggioranza, la Zuliani ha il dovere di dire la sua e da questo confronto si diminuisce la possibilità di sbagliare. Cosa da poco, no quelli che conoscevano il vero in esclusiva hanno fatto la Santa Inquisizione, noi siamo quelli dell’ habeas corpus. Buon lavoro e cordialità.
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