Calandrini non c’è, Colazingari fa discutere e bocciare la sua mozione: “scempio della politica”

Nicola-Calandrini

È furioso Nicola Calandrini per quanto avvenuto oggi in Consiglio Comunale: la sua mozione relativa all’espressione di parere di conformità, presentata insieme ai consiglieri Andrea Marchiella e Matilde Celentano è stata discussa, votata e bocciata in sua assenza. D’accordo con il presidente Massimiliano Colazingari, la mozione doveva essere rinviata. Per questo Calandrini, e per la verità tutta la minoranza, non erano in aula. Ma le cose sono andate diversamente

“Il presidente Colazingari non ha capito ancora quale è il suo ruolo, lui non è l’assessore aggiunto della maggioranza, ma è il garante di tutto il consiglio comunale, ed in particolare delle minoranze. Ricordo a Colazingari che queste minoranze rappresentano la stragrande maggioranza dei cittadini di Latina. Oggi abbreviando i tempi di discussione sulla mia mozione relativa al parere di conformità del segretario generale sugli atti del consiglio ha di fatto leso il diritto delle opposizioni a fare il loro lavoro ed ha impedito a me personalmente di svolgere il mio mandato”.

Non va giù a Calandrini il mancato rispetto di una parola data: “Così facendo stanno minando anche il semplice rispetto umano, hanno fatto scempio della politica, stanno facendo scempio della buona educazione. Faccio politica da più di un decennio, la seguo da più di vent’anni ma queste cose pensavo non fossero neanche possibile, invece Colazingari ne è stato capace. Ho guidato questa assise cittadina per quasi 10 anni, nessuno dei miei colleghi di consiglio di maggioranza o di opposizione si è mai sentito leso nel suo diritto derivante dal mandato ricevuto. Mi vedo costretto a contestare oggi con queste modalità l’atteggiamento tenuto dal presidente Colazingari riservando di replicare la mia ferma opposizione alle descritte modalità di condurre i lavori dell’assise cittadina nelle sedi opportune”.

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