Cala la produzione di olio a Latina. Stime Coldiretti: -35% ma qualità garantita

oliva

Cala la produzione di olio di oliva in territorio pontino. Lo dice la Coldiretti che stima un -35% rispetto al raccolto dello scorso anno. Si tratta di un calo inevitabile, considerato che il 2015 è stata un’annata straordinaria.

“Si preannuncia come una stagione al ribasso. Avremo meno prodotto, ma la qualità sarà preservata”, così Carlo Crocetti, presidente della Coldiretti di Latina, conferma le previsioni diffuse da Coldiretti alla giornata nazionale dell’olio extravergine di oliva celebrata a Firenze la scorsa settimana.

“La scorsa campagna è stata fantastica in tutti i sensi. Quest’anno – aggiunge Crocetti – puntiamo a limitare le perdite. Speriamo solo che le condizioni climatiche restino favorevoli e che le temperature scendano sensibilmente per abbattere il tasso di umidità. Tireremo le somme alla fine della raccolta che inizierà nei prossimi giorni e comunque entro la metà del mese”.

A Latina si stima una produzione di extravergine (dati Ismea–Unaprol diffusi da Coldiretti) pari a 13.570 tonnellate, con una diminuzione di 7.307 tonnellate (-35%) rispetto alla campagna 2015.

“Dopo una annata straordinaria come quella 2015, era inevitabile la battuta d’arresto. Ma non è il caso di drammatizzare perché – commenta Paolo De Ciutiis, direttore della Coldiretti di Latina – grazie ai nostri olivicoltori che hanno proceduto nei tempi indicati ai trattamenti necessari a prevenire e contenere gli attacchi della mosca olearia avremo comunque un prodotto di qualità”.

Il vero nemico quest’anno sono stati gli agenti climatici e gli sbalzi di temperatura che hanno inibito la fioritura delle piante.

“La certezza è che il nostro olio – aggiunge Crocetti – si confermerà all’altezza degli elevati standard di qualità che ne fanno il principale valore aggiunto. Certo, proprio perché ne avremo meno costerà più dell’anno scorso, ma invito comunque i consumatori a comprare extravergine di origine certificata dai nostri soci produttori, dai nostri frantoi, dalle nostre aziende. Cambiare abitudini di spesa per indirizzarsi verso prodotti a buon mercato – conclude Crocetti – può apparire conveniente, ma in quel caso non si hanno garanzie né sulla qualità, né sulla provenienza”.

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